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Domenica, 27 Novembre 2016 19:23
Antiage - Lo spazzino dei radicali liberi

Ginko Biloba, la pianta della longevità

Favorisce la circolazione venosa, arteriosa e capillare. Diminuisce la viscosità del sangue e previene trombi e infarti. Favorisce l'ossigenazione e il nutrimento dei tessuti. Incrementa l'acuità mentale, la concentrazione e la memoria. Numerose ricerche hanno dimostrato che il suo uso frena arteriosclerosi e Alzheimer

Un ginko biloba con la lsua chioma completamente dorata,  un'immagine che non si dimentica Un ginko biloba con la lsua chioma completamente dorata, un'immagine che non si dimentica

Alcuni anni fa, nel mese di novembre, in una giornata plumbea e nebbiosa, fui colpita, mentre mi recavo all'Università Cattolica di Milano, dallo spettacolo sublime di un gruppo di ginko biloba che svettavano nel parco di una villa di via Camminadella con la loro chioma completamente dorata; un tappeto di oro fuso ricopriva il verde del prato. Un'immagine che non dimenticherò mai. E infatti, il termine "ginko" deriva dal giapponese Yin-Kuo che significa "albicocca d'oro", "biloba" si riferisce, invece, alla forma delle foglie caduche, verde chiaro, ventaglietti picciolati con due lobi, che in autunno assumono una meravigliosa tonalità giallo-oro, motivo per cui l'albero si è diffuso, a partire dal XVIII secolo, nelle aree temperate del pianeta come pianta ornamentale per parchi e viali cittadini. Il ginko non colpisce solo per la sua bellezza ma anche per la fantastica resistenza e longevità.

Vicino i luoghi di culto

Originario della Cina e del Giappone, dove è considerato sacro e viene piantato nei pressi dei luoghi di culto, è presente sulla Terra da più di 250 milioni di anni. Sono stati rinvenuti, infatti, fossili risalenti al mesozoico.  Si ritiene sia l'albero più antico del nostro pianeta e uno dei più longevi in quanto può raggiungere i 1.000 anni di età. Leggendario è diventato l'episodio della sopravvivenza di questo magnifico esemplare vegetale, dopo lo sganciamento della bomba atomica, nell'agosto del 1945 su Hiroshima: la primavera successiva, quando la città era un cumulo di rovine, dal ceppo carbonizzato di un vecchio ginko spuntarono le prime gemme che portarono quei poveri resti ad essere quell'albero rigoglioso che oggi si può ammirare nella città ricostruita.

Da più di 4.000 anni

L'albero, a forma piramidale, raggiunge i 30-40 metri di altezza. E' una gimnosperma che al posto dei fiori produce coni o strobili, squame modificate. E' una pianta dioica in cui i fusti maschili sono differenti da quelli femminili. I frutti, drupe giallastre sono commestibili allo stadio embrionale dopo torrefazione ma maleodoranti a maturità. Usata da più di 4.000 anni a scopo terapeutico in Cina per le notevoli proprietà, oggi il ginko è oggetto di studi scientifici e viene utilizzato nella preparazione di molti prodotti farmaceutici. Le proprietà medicinali della pianta sono dovute all'azione congiunta di tutti i suoi componenti.

La proprietà antiaggregante

Le foglie contengono glucosidi, flavonoidi, quercitina, luteolina, catechina, resina, olio essenziale, lipidi, terpeni specifici del ginko: bilobalido e ginkgolidi A, B, C. che bloccano la perossidazione lipidica, implicata nell'aggregazione piastrinica, prevenendo la formazione di trombi nei vasi sanguigni, diminuendo la permeabilità capillare e migliorando l'irrorazione dei tessuti. I polifenoli e i flavonoidi, agendo sulle membrane cellulari stabilizzandole, impediscono la formazione dei radicali liberi. La proprietà antiaggregante piastrinica rende l'uso del ginko particolarmente efficace per evitare il rigetto degli organi trapiantati, utile, sotto stretto controllo medico, in caso di emboli, responsabili di attacchi cardiaci.

Previene trombi e infarti

La pianta è particolarmente utilizzata per i suoi benefici effetti sulla circolazione venosa, arteriosa e capillare. Diminuisce la viscosità del sangue e previene trombi e infarti. Favorisce l'ossigenazione e il nutrimento dei tessuti, in particolare interviene sull'irrorazione sanguigna dei tessuti cerebrali incrementando l'acuità mentale, la concentrazione, la memoria a breve termine, e in generale le facoltà cognitive, pertanto è particolarmente indicata agli studenti. Molte ricerche hanno anche dimostrato che l'uso del ginko diminuisce l'arteriosclerosi negli anziani e rallenta la progressione dell'Alzheimer.

Un rimedio contro le allergie

I suoi principi attivi lo rendono un potente rimedio contro le allergie: si comporta come un vasodilatatore per le arterie, mentre nelle vene svolge un'azione vasocostrittrice, perciò è consigliato negli attacchi di asma. Poiché rende più efficiente la circolazione periferica se ne consiglia l'uso nel trattamento dei geloni agli arti, nelle acroparestesie (piedi e mani addormentati), nella sindrome di Reynaud, nelle neuropatie causate dal diabete, nelle degenerazioni maculari della retina, nella cura delle emorroidi, delle varici.

Lo spazzino dei radicali liberi

Il ginko è considerato uno scavenger, uno spazzino dei radicali liberi. Ciò lo rende un potente antiossidante, perché attiva il metabolismo cellulare e protegge il sistema nervoso dai danni prodotti dai radicali liberi, contrastando così gli effetti dell'invecchiamento. In genere il ginko è assai ben tollerato, non aumenta la pressione arteriosa e non produce effetti secondari indesiderati. Tuttavia è controindicato in gravidanza e allattamento, va somministrato con cautela a pazienti che assumono contemporaneamente anticoagulanti, fluidificanti del sangue e antiaggreganti piastrinici. 
I migliori risultati si ottengono combinando l'uso interno con applicazioni esterne là dove necessario.
Durante il periodo di trattamento evitare l'esposizione al sole o a lampade abbronzanti perché fotosensibilizzante.
Infuso: 40-60 g di foglie in un litro d'acqua. La dose suggerita è di tre tazze al giorno, lontano dai pasti.

Letto 262 volte Ultima modifica il Venerdì, 02 Dicembre 2016 06:42

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