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Domenica, 27 Novembre 2016 18:55
Cataplasmi - Curare ferite e contusioni

Il fico d'india: spinoso sì, ma ricco di proprietà emollienti e lenitive

Sin dall'epoca precolombiana gli indigeni del Messico usavano i cladodi del fico d'india, triturati in cataplasmi per la guarigione di ferite e contusioni

È scientificamente dimostrato che la polpa del fico d'india possiede proprietà ipoglicemizzanti e curative dei disturbi metabolici È scientificamente dimostrato che la polpa del fico d'india possiede proprietà ipoglicemizzanti e curative dei disturbi metabolici

Nel 1500, furono gli stessi colonizzatori che introdussero dal Messico la pianta in Spagna da dove ebbe una rapida diffusione lungo tutte le coste del Mediterraneo. In Sicilia trovò un habitat ideale nei terreni aridi e pietrosi e cominciò ad essere utilizzata sia a scopo ornamentale che alimentare. L'Opuntia Ficus Indica L., questo il nome scientifico del vegetale, fa parte della famiglia delle cactacee, si adatta a temperature elevate e terreni privi di umidità perché composta da un tessuto capace d'immagazzinare acqua che la rende in grado di sopportare lunghi periodi di siccità.

Non si scarta nulla

Il fico d'india contiene carboidrati, carotenoidi (betacarotene, luteina), minerali (calcio, potassio e magnesio), aminoacidi, vitamina C e fibre. Della pianta non si scarta nulla. I grandi cladodi, succulenti e spinosi, comunemente detti "pale", di forma obovata ellittica, lunghi dai 30 ai 60 cm e larghi dai 15 ai 30 cm, ricchi di mucillagini e cellulosa che gli conferiscono proprietà emollienti, si usano come cataplasmi per guarire ferite, contusioni, irritazioni della pelle dopo averli tagliati a fette, scaldati nel forno e applicati sulla zona malata della pelle. Le foglie, piccole e caduche, crescono sui cladodi insieme a numerose spine molto sottili, disposte intorno alle gemme, hanno potere ipocolesterolemizzante e antiflogistico. Possono essere mangiate fresche, in salamoia, sottaceto, candite e in confettura.

Marcate proprietà curative

I fiori, ermafroditi, di colore giallo arancio, si sviluppano sulla sommità dei cladodi, contengono sostanze attive, essenzialmente flavonoidi, dalle marcate proprietà curative. Sono drenanti, diuretici, antispastici, tonici cardiaci, antiossidanti. Si usano in caso di oliguria (scarsa produzione di urina), cistite, ipertrofia prostatica e nella cura delle intossicazioni alcoliche. Vengono essiccati e commercializzati sfusi, in capsule o sotto forma di estratto liquido. L'estratto viene impiegato anche in cosmetica come emolliente, idratante ed elasticizzante della pelle.

La polpa commestibile

Il frutto, una bacca ovoidale carnosa, di colore rosso arancio a maturazione, grande 10-15 cm, all'interno contiene la polpa commestibile e parecchi semi ellittici.
è scientificamente dimostrato che la polpa dell'Opuntia  Ficus Indica possiede proprietà ipoglicemizzanti e curative dei disturbi metabolici. Ricchi di glucosio e fruttosio vengono consumati al naturale, privati dei semi, in marmellate, distillati, sciroppi. Si devono sbucciare con molta attenzione, dopo averli tuffati in acqua, senza toccarli con le dita, perché le numerose spine si conficcano con facilità e sono difficili da estrarre. Sono astringenti, antidiarroici e per l'alto contenuto di vitamina C, curano lo scorbuto. Se ne estrae, inoltre, un succo calmante per la tosse.

Talchi profumati

In cosmetica viene utilizzato per produrre creme umettanti, saponi, shampoo, lozioni astringenti. Polverizzato entra nella composizione di talchi profumati.
In campo erboristico la pianta si impiega nei composti delle diete dimagranti e in qualità di integratore alimentare per gli sportivi. Dai semi si ricava un olio commestibile ricco di proteine e di lipidi antiossidanti e anticolesterolo.


Sciroppo: si prepara tagliando i frutti a fettine e coprendoli con zucchero di canna. Dopo circa dieci ore si estrae lo sciroppo e lo si filtra per separare i semi. Si prende caldo a cucchiaiate.
Infuso: si prepara con 20-30 g di fiori in 1 litro d'acqua. Se ne prendono 3-4 tazze al giorno.

Letto 328 volte Ultima modifica il Venerdì, 02 Dicembre 2016 06:40

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