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Venerdì, 03 Marzo 2017 19:24
La lettura

Dedicato a tutte le donne

Le vite e le storie di tutte le donne che hanno vinto il premio Nobel, da Maria Curie a Rita Levi di Montalcini a Malala passando da Gerty Cori sino a Youyou Tu, la prima cinese ad essere insignita del prestigioso premio

La cover del libro "Donne da Nobel£ La cover del libro "Donne da Nobel£

Quarantotto donne. Quarantotto storie di vite incredibili, una diversa dall’altra, legate da un unico filo conduttore, quello dell’eccellenza, della tenacia e della passione per la propria materia. Questo libro vuole rendere omaggio a tutte quelle donne che con le loro scoperte rivoluzionarie e il loro operato hanno cambiato per sempre la storia dell’umanità e che per questo sono state insignite dell’onorificenza più prestigiosa, il premio Nobel.

Il benessere comune

Il riconoscimento fu istituito dopo la morte del chimico svedese Alfred Nobel, inventore della dinamite, che volle destinare l’immenso patrimonio accumulato in vita a un’alta causa. Nel suo testamento indicò che avrebbe dovuto finanziare progetti che “contribuivano ad accrescere il benessere comune” attraverso l’assegnazione di cinque premi. Tre di questi erano destinati a segnalare, ogni anno, gli autori delle più grandi scoperte nel campo della Fisica, della Chimica e della Medicina. Un altro era destinato a uno scrittore e il quinto a un personaggio o a un’organizzazione che avesse operato in modo particolare per la pace nel mondo e per la fraternità dei popoli. Nel 1969 fu aggiunta un’altra disciplina, l’Economia, mentre, ancora oggi, non esiste un premio dedicato alla Matematica.

Il primo genio

Ogni anno il 10 dicembre (ricorrenza della morte di Nobel, avvenuta nel 1896) si celebra la cerimonia di consegna del premio, che prevede tra l’altro anche l’elargizione di circa 10 milioni di corone svedesi (pari a poco più di un milione di euro). I primi titoli furono conferiti nel lontano 1901. Due anni dopo, per la prima volta, a vincere fu una donna: la carismatica Marie Curie, figura straordinaria di una genialità che ha pochi pari. Nel giro di non molti anni portò a casa ben due Nobel, il primo per la Fisica, il secondo per la 

Come è cambiata la società

Scorrendo le biografie si ha la percezione di quanto sia cambiata la società dall’inizio del ventesimo secolo a oggi, anche dal punto di vista dell’emancipazione femminile. Si comprende quanto sia stato complicato per le donne nate a inizio del ’900 avere accesso a un’istruzione superiore ed essere considerate dai colleghi maschi. Purtroppo, in molti settori quest’atteggiamento è più vivo che mai. In proporzione, tuttora, solo un’esigua percentuale ha ricevuto la medaglia svedese, segno che il cammino per l’uguaglianza dei sessi è ancora lungo. Molte hanno dovuto lottare duramente per affermarsi e far conoscere il loro talento, a dispetto anche della famiglia, che le voleva esclusivamente mogli e madri. Credevano in loro stesse, avevano un sogno che le spingeva a superare qualsiasi difficoltà con un’incrollabile determinazione.

Vincere con il lavoro

Alcune, come Rosalyn Yalow (Nobel per la Fisica) e Sigrid Undset (Nobel per la Letteratura) provenivano da ambiti familiari economicamente disagiati, ma nonostante questo, con il lavoro e il costante impegno, riuscirono a primeggiare ugualmente. Altre dovettero difendersi dal mondo prettamente misogino e maschilista dell’università (è il caso di Gerty Cori, Nobel per la Medicina, e di Maria Göppert-Mayer, Nobel per la Fisica) che le escluse da alcuni ruoli professionali considerati non femminili.

La chiave dell'esistenza

In altri casi la spinta e la voglia di cambiare le cose venne da eventi tragici vissuti in prima persona (Mairead Corrigan, Nobel per la Pace, perse la sorella e i tre nipoti in un terribile incidente provocato da un latitante dell’Ira – esercito della Repubblica d’Irlanda, gruppo terrorista che solo nel 2005 ha rinunciato alla lotta armata). A prescindere dal loro mestiere, tutte queste donne, scienziate, scrittrici, organizzatrici o divulgatrici, dimostrano che con la perseveranza e l’apertura verso gli altri si può arrivare dove si desidera e che, come insegnava la grande Rita Levi-Montalcini (Nobel per la Medicina), “la chiave dell’esistenza umana non è l’amore, bensì la curiosità”.

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Letto 804 volte Ultima modifica il Venerdì, 03 Marzo 2017 19:40

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