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Giovedì, 24 Novembre 2016 14:00
Medicina - Questione di organizzazione

Riduzione aspettativa di vita e screening oncologici: quanti decessi evitabili?

Il rapporto Osservasalute 2015 conferma che, con il 4,1% della spesa sanitaria totale, la prevenzione è la “cenerentola” del Ssn: ma l’inefficacia della prevenzione non è solo un problema di risorse. I dati elaborati dalla Fondazione Gimbe portano alla luce gravissime inadempienze delle regioni sull'implementazione degli screening oncologici per il periodo 2003-2013. E oggi iniziamo a contare i morti

le attuali modalità di pianificazione e organizzazione dei servizi sanitari non producono un adeguato ritorno di salute dalle risorse investite perché generano sprechi a tutti i livelli le attuali modalità di pianificazione e organizzazione dei servizi sanitari non producono un adeguato ritorno di salute dalle risorse investite perché generano sprechi a tutti i livelli

Il rapporto “Osservasalute 2015” ha confermato l’allarme lanciato dall'ISTAT a inizio d’anno: in Italia per la prima volta l’aspettativa di vita diminuisce e, secondo il prof. Walter Ricciardi, “è possibile una correlazione con i tagli alla sanità e, in particolare con la scarsa prevenzione, il calo delle vaccinazioni e i pochi screening oncologici”, sottolineando che “destinando un misero 4.1% della spesa sanitaria totale alla prevenzione l’Italia è di fatto la Cenerentola d’Europa”.

Miscela letale

“L’interpretazione dei dati di Osservasalute 2015 - per Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE - è in linea con quanto da noi recentemente riportato: la “miscela letale” tagli + sprechi, oltre a compromettere la qualità dell’assistenza, inizia a fare sentire i suoi effetti sull'aspettativa di vita degli Italiani. Tuttavia, se è indiscutibile che il finanziamento pubblico del SSN è ormai sceso a livelli di guardia, è altrettanto vero che le attuali modalità di pianificazione e organizzazione dei servizi sanitari non producono un adeguato ritorno di salute dalle risorse investite perché generano sprechi a tutti i livelli”.

Regioni inadempienti

“In quest’ottica, gli screening oncologici – sempre secondo Cartabellotta - rappresentano un esempio paradigmatico perché le (poche) risorse disponibili non vengono adeguatamente utilizzate dalle Regioni per erogare i LEA e lo Stato, ad eccezione dei Piani di Rientro, non è mai riuscito a mettere in atto strumenti efficaci per migliorare le performance delle Regioni inadempienti. La nostra recente analisi su 11 anni di adempimenti regionali dimostra, nella sua drammatica gravità, la mancata erogazione di screening oncologici efficaci per ridurre la mortalità”.

Sotto il punteggio massimo

La Fondazione GIMBE ha valutato le performance regionali 2003-2013 sull'adempimento agli screening oncologici utilizzando l’indicatore che descrive le attività dei 3 programmi organizzati (mammella, cervice uterina e colon-retto) e l’adesione da parte della popolazione eleggibile. Nel periodo in esame lo score cumulativo dei 21 sistemi sanitari regionali, anche se progressivamente aumentato da 75 a 176, è rimasto ben al di sotto del punteggio massimo di 315, garanzia di una copertura degli screening oncologici in almeno il 50% della popolazione target.

Non solo risorse economiche

Emerge pertanto un sotto-utilizzo di screening efficaci nel ridurre la mortalità con inaccettabili diseguaglianze regionali: infatti, a fronte di uno punteggio regionale massimo di 165, il range oscilla dai 127 punti della Valle D’Aosta ai 12 della Puglia. Tutto questo a dispetto del Piano Screening 2007-2009 che, nel tentativo di superare le criticità nelle Regioni meridionali e insulari, ha stanziato risorse aggiuntive per 41,5 milioni di euro destinate ad Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, dimostrando che la sostenibilità del SSN non dipende solo dalle risorse economiche.

Contare i morti

“Davanti a questi dati ufficiali sull'adempimento delle Regioni – è la conclusione di Cartabellotta - è tempo di riflettere sulla responsabilità delle morti evitabili per la mancata attuazione degli screening oncologici. Benvenuto il Piano Nazionale per la Prevenzione 2014-2018, ma le Istituzioni centrali tengano ben presente che a causa degli inadempimenti da parte delle Regioni oggi iniziamo inevitabilmente a contare i morti. Il SSN sta affondando non perché esiste un disegno occulto di smantellamento e privatizzazione, ma perché manca una programmazione sanitaria adeguata a medio-lungo termine per garantire la sostenibilità della sanità pubblica”.

 

Letto 282 volte Ultima modifica il Giovedì, 01 Dicembre 2016 18:36

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