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Venerdì, 09 Dicembre 2016 20:00
Camargue

Un angolo di mistero sorto ai confini del mare

La Camargue e Saint Maries de la Mer, sono un binomio indissolubile. La seconda è la finestra della prima, aperta sul mare. In tutta la regione, terra e acqua danno vita a scenari in cui zone paludose si alternano a strisce di terra su cui si allevano cavalli tipici, tori e montoni

Per chi cerca un angolo di pura pace e poesia, una terra magica, selvaggia, unica. Una full immersion nella sabbia, tra i cavalli, nella luce, negli stagni, avendo sempre le stelle così vicine che sembra di toccarle, una per una. È la Camargue angolo di mistero sorto ai confini del mare. Qui, dopo la crocifissione di Gesù, sarebbe sbarcata Maria Maddalena, assieme a Maria Jacobi e Maria Salomè, due sante venerate ancora oggi in tutta la zona. Che, però ha anche un altro mito: Sara la Nera, santa protettrice dei gitani, le cui reliquie sono custodite nella cripta della chiesa parrocchiale, detta anche chiesa fortezza, di Saint Maries de la Mer, le cui merlature si vedono a dieci chilometri di distanza. Salire sul suo tetto dà la possibilità di vedere tutto. Il mare, l’entroterra, l’arena, gli stagni. Quello è il punto più alto della Camargue.

Un binomio indissolubile

La Camargue e Saint Maries de la Mer, sono un binomio indissolubile. La seconda è la finestra della prima, aperta sul mare. In tutta la regione, terra e acqua danno vita a scenari in cui zone paludose si alternano a strisce di terra su cui si allevano cavalli tipici, tori e montoni. In tutta l’area si avvistano, e a volte si è fiorati fisicamente, i fenicotteri rosa e stormi di uccelli che qui trovano un habitat ideale. E poi le saline che si colorano di rosa grazie a piccoli crostacei di cui i fenicotteri vanno ghiotti. Si tratta di un immenso parco in cui prevale la natura selvaggia e incontaminata, un parco in cui l’uomo sembra essere un elemento marginale. L’intera area si trova a sud di Arles ed è compresa tra i due bracci del delta del Rodano e il Mar Mediterraneo, che la proteggono e ne preservano la specificità. Il braccio orientale si chiama Grand Rhône, quello occidentale Petit Rhône. C’è più acqua che terra. Un luogo in cui ci si può anche perdere tra lagune e corsi d’acqua o tra dune che poi rivelano lunghe spiagge di sabbia compatta.

Camarguais allo stato brado

Il percorso si snoda fra fenicotteri rosa che placidamente camminano nell’acqua (anche nella laguna su cui si affaccia l’albergo), tori al pascolo nella brughiera e cavalli Camarguais allo stato brado (quando nascono, hanno il manto marrone chiaro che, man mano che crescono, diventa bianco). Sono una costante del paesaggio. È facile incontrarli e accarezzarli negli allevamenti a bordo strada. Sono molto mansueti, tanto da essere usati per le escursioni dei turisti. Qui la natura stupisce in ogni momento. Ci si può scottare sotto il sole infuocato, o essere spazzati dal Mistral, il vento impetuoso che soffia da nord-ovest e si forma quando le correnti d'aria fredda irrompono nel Mediterraneo occidentale, scavalcano il Massiccio Centrale francese e proseguono lungo la valle del Rodano. La brughiera è il territorio dei guardian (molti simili ai butteri toscani). La loro divisa di ordinanza è composta da un cappello di feltro nero, una camicia a fiori e un foulard al collo. La loro vita si svolge in base ai ritmi naturali, dall’allevamento dei bovini alla coltivazione del riso, dalla raccolta del sale nelle saline alla pesca negli stagni.

Il Parco Ornitologico di Pont de Gau

Che cosa fare se si alloggia a Saint Maries de la Mer? Per prima cosa una visita al Parco Ornitologico di Pont de Gau. Si trova sulla strada per Arles, a quattro chilometri dal centro del paese. Chiamarlo parco è riduttivo: occupa un’intera porzione della Camargue, che si snoda vicino all’Etang du Vaccarès.  È un grande stagno popolato da tantissime specie di uccelli, tutte in libertà. L’acqua è circondata da sentieri puntellati da postazioni di osservazione per il bird watching. Non servono binocoli. I fenicotteri rosa, gli aironi porporini, i merli acquatici, sono a pochi metri di distanza. Ma ci sono anche garganelle, castori, bisce e cavalli allo stato brado.  Tutti assieme formano la colonia faunistica più popolata d’Europa.

La Digue à la Mer

La seconda cosa da fare è trascorrere una giornata in bici sulla Digue à la Mer. Si trova a una quindicina di chilometri a est di Saintes Maies del la Mer fra distese d’acqua, sabbia e fenicotteri che volano sopra la testa! È un percorso mistico. Il sentiero costeggia a destra il mare e le sue spiagge, a sinistra un alternarsi di stagni e brughiera. L’immersione nella natura è totale. Sembra di essere ai confini del mondo.  Un’esperienza assolutamente imperdibile, che si può fare anche a cavallo. La Digue costruita attorno al 1850, serve per regolare i flussi dell’acqua all’interno della laguna, che per la maggior parte della sua estensione si trova sotto il livello del mare. 

Le saline di Giraud

La terza è visitare le saline. Quelle di Giraud in modo particolare. Sono le più grandi d’Europa, visto che occupano una superficie di 140 kmq. Immense montagne di sale, se ne producono più di un milione di tonnellate all’anno, si levano silenziose sugli argini. Si ergono davanti a stagni in cui l’acqua assume una colorazione rosa a causa di microscopici crostacei che mangiati dai fenicotteri, ne colorano il piumaggio di rosa. Colpisce il contrasto cromatico delle acque e il bianco delle montagne di sale.  Anche ad Aigues-Mortes, bellissima cittadella fortificata, il sale la fa da padrone e offre uno spettacolo straordinario. In più, qui si può visitare il castello abitato che si affaccia proprio sugli impianti di estrazione.

Sara la Nera

La quarta, se si arriva in Camargue in primavera, è partecipare alla processione organizzata in onore di Sara la Nera, la patrona dei gitani. Ne arrivano da tutta Europa, il 24 e 25 maggio a Saint Maries de la Mer e rinnovano la leggenda che vuole Sara essere al fianco di Maria Salomé e Maria di Giacomo sulla imbarcazione che dalla Terra Santa approdò lì vicino.

Il rifugio di Van Gogh

La quinta è fare un saltino ad Arles, il capoluogo della regione. Fondata dai Romani sul Rodano, Arles dista soli 40 km da Saint Maries de la Mer. Ancora oggi conserva tutto il fascino e i colori delle cose di un tempo perduto. Qui ha vissuto a lungo Van Gogh. Il pittore frequentava i caffè colorati che hanno ispirato alcuni dei suoi più celebri quadri. Arles è adagiata sul Rodano su cui si affacciano le sue antiche case scrostate, le piazzette affollate. Quello di Van Gogh e questa città è un rapporto duraturo, intrinseco.  Il pittore visita i suoi dintorni. Ne dipinge la natura, i paesaggi, i lavori dei campi, gli uomini del fiume. Tutto ciò che vede lo ispira e diventa dipinto. Mette il suo cavalletto sui moli quando il vento e la sua malattia glielo permettono. Tra il febbraio del 1888 e maggio del 1889, realizzerà circa 300 disegni e dipinti. Una curiosità. Nella città, i luoghi ritratti dall'artista sono segnalati da targhe che ricordano ogni suo dipinto: Piazza del foro ha ispirato "Il caffè di notte", il ponte di Trinquetaille "La scala del ponte di Trinquetaille", il molo del Rodano la "La notte stellata", la piazza Lamartine la"La casa gialla", rue Mireille "Il vecchio mulino", il giardino del viale des Lices il "Il giardino pubblico”.

Una spiaggia lunga 25 chilometri

La sesta è fare un bagno tra le dune dell’Espiguette in uno dei luoghi costieri più suggestivi della Linguadoca. Qui le dune che si moltiplicano a perdita d'occhio e declinano verso una distesa di sabbia lunga 25 chilometri. È la meta prediletta di chi ama la spiaggia libera senza preoccuparsi del vento, che soffia per la gioia dei kite-surfisti. 

Una cucina fatta di stelle

La settima è scegliersi un buon ristorante in cui assaporare i sapori più genuini della zona. La cena tipica è a base di carne di toro o pesce, ma si trovano anche proposte gourmet più raffinate.  Un locale da consigliare è Le Delta in place Mireille a Saint Maries de la Mer. Qui servono anche la Melonade, prodotta con i meloni di Cavaillon. Un’alternativa è  Le Mas des Baumelles sulla strada che da Saintes Maries porta ad Aigues Mortes. Gestito da un guardian, ovvero un buttero camarguese, è aperto solo a pranzo, ma ne vale la pena. Chi percorre route du Sambuc tra Arles e le saline di Giraud può fermarsi a La Chassagnette. È aperto in un casale molto elegante con patio e orto in mezzo alla campagna. Il servizio è eccezionale, così come i piatti che serve. Costa un po’ tanto, ma anche qui ne vale la pena.


Letto 522 volte Ultima modifica il Mercoledì, 14 Dicembre 2016 08:17

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