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Venerdì, 02 Dicembre 2016 11:32
Scoprire se stessi

S come ansia

La qualità della vita di chi è affetto da disturbi d’ansia è inferiore rispetto a quella di chi non ne soffre. Qui non si danno suggerimenti per curarla, ma strumenti per individuarla. (Uno slogan piuttosto abusato dice: “Se la conosci, la eviti”). Difficile? Affatto. Il mezzo è semplicissimo: osservare attentamente la propria scrittura

L'ansia è uno stato caratterizzato da una sensazione di paura ... L'ansia è uno stato caratterizzato da una sensazione di paura ...

“S” come ansia? Scopriremo in seguito il perché.
L’ansia si è insinuata in modo subdolo nelle nostre vite.  In un mondo dai ritmi accelerati tutti ne siamo, più o meno, coinvolti, nostro malgrado. A casa, nello studio, al lavoro, nei rapporti interpersonali. Con una percezione quasi a livello subliminale, non siamo sempre in grado di riconoscerla. Vediamo allora di toglierle la maschera.


Innanzitutto definendola
Wikipedia, l’Enciclopedia on-line più consultata al mondo, spiega: “L'ansia è uno stato caratterizzato da una sensazione di paura ... non connessa ad alcuno stimolo specifico.”
Poi: “… il disturbo di ansia generalizzato è caratterizzato da un’ansia durevole.”
Più oltre: “… è un disturbo cronico comune che interessa due donne per ogni uomo colpito e può portare a una menomazione considerevole ... ”

Dalla definizione emergono cinque termini ben precisi. Vale la pena di evidenziarli.
• Paura. Il termine ha già in sé qualcosa di spiacevole: a nessuno piace avere paura.
• Non connessa ad alcuno stimolo specifico. Diversa dalla paura vera e propria. Non ha una spiegazione logica o razionale. Molto più difficile da affrontare. È come combattere contro un nemico senza vederlo in faccia.
• Durevole. Non si riesce a scacciarla. La sensazione di temere qualcosa e l’incapacità di individuarla. Paura immotivata, irrazionale, non controllabile con la ragione. Ancora più difficile da rimuovere.
• Interessa due donne per ogni uomo. Perché le donne? Per alcuni è la fragilità della psiche femminile. Piuttosto, la sensibilità muliebre superiore a quella maschile.
• Può portare a una menomazione considerevole. È più difficile evitarla: dipende da un fattore interno. Quanto meno, controllarla; la buona volontà non basta.  Accompagnata sia da sintomi fisici (tachicardia, difficoltà respiratorie, sudorazione, tic, tensione muscolare, stanchezza, irrequietezza, ecc.), che da sintomi psichici (apprensione, sensazione di pericolo, difficoltà di concentrarsi e di ricordare), essi interferiscono in modo sicuramente negativo anche sulle più comuni e banali attività.

La LIDAP (Lega italiana Disturbi Ansia e Panico www.lidap.it) chiarisce: “Se devo attraversare di notte, con una borsa piena di soldi e da solo, un quartiere tipo Bronx e mi sento teso, preoccupato, dico che ho paura. II pericolo reale di essere aggredito giustifica il mio stato d'animo e lo qualifica come paura...
Ma se provo le stesse sensazioni ancora più intense quando non c'è nessun pericolo reale, allora posso dire di avere un'ansia. Mentre la paura mi aiuta a prendere delle precauzioni per difendermi e funzionare meglio, l'ansia invece ostacola le mie attività ...”

La qualità della vita di chi è affetto da disturbi d’ansia è quindi, evidentemente, inferiore rispetto a quella di chi non ne soffre.

Non è mio compito dare suggerimenti per curarla, ma strumenti per individuarla. (Uno slogan piuttosto abusato dice: “Se la conosci, la eviti”). Il mezzo è semplicissimo: osservare attentamente la propria scrittura.
Proviamo a metterci in gioco creando una piccola favola. Prendiamo carta e penna. Scriviamo in corsivo, su un foglio bianco, in successione, alcune frasi (qui di seguito in grassetto), ciascuna a fianco della precedente, senza punti né virgole, né maiuscole.
“c'era una volta un bellissimo castello di cristallo”.
Accanto alle lettere iniziali di ogni parola compare un tratto che sale in obliquo da sotto il rigo?


La sua presenza indica una forma generica di ansia.
Aggiungiamo “con tante finestre aperte”
Controlliamo le a e le o (anche nella frase precedente). Se all’interno di queste lettere c’è un piccolo occhiello, siamo in presenza di una delle numerose forme di “ansia di nascondimento”.


Mezzi di difesa per nascondere la nostra ansia.  Nel caso specifico, la tendenza a usare come scudo parole a doppio senso. 
Aggiungiamo ancora: “e un grande portone chiuso”
Osserviamo tutto ciò che abbiamo scritto, in particolare le m e le n. Hanno un tracciamento ad arco?


Rappresentare un arco è occultarsi sotto di esso. Nel particolare, la tendenza a frapporre, per ansia, uno schermo tra sé e gli altri.
Continuiamo a scrivere: “qualcuno bussa alla grossa porta di quercia”
Analizziamo, anche nelle frasi precedenti, il modo in cui tracciamo le lettere a, o, d, g, q.


Se sono stilate con movimento scrittorio in senso orario, tendiamo a nascondere il nostro pensiero prima di agire.
 Aggiungiamo “ma nessuno viene ad aprire”
Scriviamo. Vediamo se alla fine di queste, o di altre parole precedenti, abbiamo tracciato un piccolo segno retrorso.



Se lo ritroviamo, la nostra ansia si manifesta tacendo.
Controlliamo se, invece, alla fine delle parole c’è un lungo tratto retrorso. 


La sua presenza rivela la tendenza a nascondere il proprio pensiero ricorrendo a espressioni verbali fumogene.
Concludiamo con: “sulla sua superficie si riflette un sottile raggio di sole”
Trascritte queste parole, il titolo “S come ansia” si spiega da solo: il ruolo della s tra i segni d’ansia.
Controlliamo tutte le s, comprese quelle scritte in precedenza.
Se la maggior parte è tracciata secondo il modello calligrafico tradizionale,


c’è la volontà di nascondere le cose di cui ci si vergogna, di rimuoverle (se ce ne sono), per scacciare l’ansia.
Se invece tutte le altre lettere del nostro scritto sono chiare (riconoscibili) e seguono il tradizionale modello calligrafico, mentre la s si presenta poco chiara, oppure diversa, dal modello tradizionale,


è l’ansia che ci suggerisce di non guardare in faccia la realtà per non soffrire. 
(continua a leggere qui >>>).

Letto 345 volte Ultima modifica il Sabato, 10 Dicembre 2016 18:34
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