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Giovedì, 11 Maggio 2017 16:20
La discussione

Addio isola felice, Cusago si interroga sulla sua sicurezza In evidenza

Prostituzione, vandalismo, bullismo e spaccio: in paese, come dimostrano recenti fatti di cronaca, avvengono anche di giorno e non solo in periferia

Secondo il Censis. la paura maggiore degli italiani (per il 77% degli intervistati su un campione di oltre 1600 persone), è quella di trovarsi a tu per tu con un malvivente Secondo il Censis. la paura maggiore degli italiani (per il 77% degli intervistati su un campione di oltre 1600 persone), è quella di trovarsi a tu per tu con un malvivente

di Francesco Bagini

Cusago è sicura? Quali sono le preoccupazioni in quest’ambito per coloro che risiedono sul territorio cusaghese? A queste domande si è cercato di dare risposta ieri sera, mercoledì 10 maggio, nella Sala Consiliare di piazza Soncino, non prima di una deviazione sul tema per una panoramica a livello nazionale.

Il raddoppio dei furti in abitazione

A tal proposito, interessanti sono stati i dati illustrati in avvio di serata da Cosimo de Leo, direttore di pocketnews.it e moderatore della serata. Da un sondaggio Censis del 2016, emerge che secondo gli italiani la sicurezza negli ultimi anni è calata. La paura maggiore, per il 77% degli intervistati (un campione di oltre 1600 persone), è quella di trovarsi a tu per tu con il malvivente. Oltre al rischio di danni economici si ha paura di subire aggressioni fisiche. Questa diffusa sensazione è suffragata anche da cifre più oggettive: il Censis parla di un raddoppio dei furti in abitazione negli ultimi 10 anni, con una media di 689 irruzioni al giorno: un paio ogni due minuti.

Insicurezza reale o percepita?

Secondo Marco Bestetti, esponente di Forza Italia e presidente del Municipio Zona 7, non ci sono dubbi: se, come si dice, l’insicurezza è percepita, significa che qualcosa realmente non va. Quindi bisogna individuare i rimedi, partendo da alcuni presupposti: rispetto delle regole, che pur ci sono, certezza delle pena per chi viene riconosciuto colpevole, presidio del territorio.  Marco Osnato, membro dell’Esecutivo Nazionale di Fratelli d’Italia, ha tenuto a distinguere l’aumento della microcriminalità dalla diminuzione della macrocriminalità. Per esempio, in diminuzione sono le rapine in banca, certamente episodi più gravi di un furto in un garage. Ma sono gli atti di microcriminalità a misurare il malessere dei cittadini: se siamo qui questa sera è perché la mancanza di sicurezza è un dato reale.

Un progetto politico

La preoccupazione è emersa poco più tardi dagli interventi del pubblico presente. Stando agli organizzatori dell’incontro, cioè le tre liste di opposizione unite in “Liste Civiche per Cusago” (un progetto cui verrà data continuità anche politica), si tratta di una preoccupazione che l’amministrazione sembra ignorare. Per questo, ha spiegato il portavoce Antonino Russo, Voglia di comunità, Tempo di dialogo e Tradizione e Innovazione hanno proposto insieme questo argomento e insieme si batteranno affinché venga tradotto in scelte amministrative.

Il nomadismo a Cusago

Marco Bestetti nella sua veste di presidente del Municipio Zona 7 affronta su scala maggiore, gli stessi problemi dei cusaghesi. Il primo? Il fenomeno del nomadismo. Non è questione di nazionalità, molti abitanti dei campi ROM sono italiani, ha precisato subito Bestetti. Al di là degli sgomberi, sempre difficili da effettuare e spesso inefficaci o utilizzati come spot dalle amministrazioni, è mancata, qui come a Milano, una “monitorizzazione” del problema. E sono saltate quelle azioni di disturbo volte a disincentivare l’arrivo delle carovane, che negli anni sono decuplicate.
Gli ha fatto eco Osnato che ha invita a riflettere su un eloquente dato politico: “la neonata città metropolitana non ha una commissione né un responsabile alla sicurezza. La sicurezza è scaricata sui singoli comuni, i quali fanno quel che possono, a volte con misure spicce, come l’innalzare barriere in cemento, segno dell’assenza di una regia generale”. Una staccionata potrebbe essere l’estremo rimedio anche per via Cusago, dove ormai gli insediamenti abusivi sono la normalità. Il rischio è proprio questa normalità.  

Non solo Rom

La discussione, col susseguirsi degli interventi, si è spostata su altri aspetti legati alla sicurezza. Maria Giovanna Invernizzi (Tempo di dialogo per Cusago) e Paola Gasparro (Tradizione e Innovazione) si sono concentrate su prostituzione, vandalismo, bullismo e spaccio, "che a Cusago, come dimostrano recenti fatti di cronaca, avvengono anche di giorno e non solo in periferia. Purtroppo il nostro territorio è molto vasto in rapporto alla densità abitativa. Ci sono zone difficili da controllare, appetibili per la criminalità".  

Sotto accusa il "sistema paese"

Bestetti ha sottolineato come la macchina della giustizia “spesso si riveli lunga e inefficace; ciò da un alto aumenta la recidività dei malviventi, dall’altro diminuisce l’incisività degli agenti”. Sotto accusa è dunque l’intero “sistema Paese”. Le recenti polemiche sulla legittima difesa segnano invece una sconfitta: “l’esplosione del malessere dei cittadini e in parallelo la resa da parte dello Stato nel proteggerli”. È chiaro come non sia possibile mettere un poliziotto a ogni angolo, ma una cooperazione tra enti incrementerebbe il presidio del territorio. Non si può prescindere dalla collaborazione trasversale per far fronte alla mancanza di risorse: une dei leit motiv della serata. Come promesso anche dai consiglieri Gianmarco Reina (Tempo di dialogo per Cusago) e Valentina Pillai (Voglia di Comunità), l’azione ora passerà in Consiglio Comunale dove l’opposizione cercherà di richiamare l’attenzione della maggioranza su questi problemi.

Il ruolo della scuola

Oltre al presidio del territorio, Marco Osnato ha sottolineato il ruolo decisivo della scuola, quindi della cultura e dell’educazione civica, spesso richiamata in sala affinché torni sui banchi. Allo stesso modo il rivitalizzare certe zone, anche con una semplice vetrina di un’attività commerciale o con bar aperti alla sera, è un altro strumento indispensabile per un cambio di atmosfera delle aree degradate. Intanto a Cusago, in attesa della politica, i cittadini si sono organizzati. Sono nati dei gruppi Whats App di sorveglianza collegati alle forze dell’ordine. Attualmente il servizio conta l’adesione di 200 persone, suddivise in 7 zone, ognuna con un proprio gruppo e referente incaricato di lanciare l’allarme.

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