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Venerdì, 27 Ottobre 2017 15:58
Il caos continua

Manca ancora il numero legale, rinviata l’approvazione della variante del Pgt

Nel Consiglio comunale di Corsico si procede a singhiozzo. La maggioranza priva di quattro consiglieri, costretta a rinviare l’approvazione delle modifiche al piano regolatore

Nella foto da sinistra verso destra, Maurizio Magnoni, Roberto Masiero e Giancarlo Negro della lista Corsico per Masiero Nella foto da sinistra verso destra, Maurizio Magnoni, Roberto Masiero e Giancarlo Negro della lista Corsico per Masiero

I punti all’ordine del giorno su questioni di bilancio e urbanistica hanno bisogno di una maggioranza qualificata o, essendo il Consiglio comunale in seconda convocazione bastano una decina di consiglieri per procedere?
È su questo interrogativo che si è giocata la due giorni consiliare del comune di Corsico. La prima seduta era stata rinviata proprio perché a causa dell’assenza di quattro consiglieri di Forza Italia e la contemporanea uscita dei rappresentanti dell’opposizione, la maggioranza guidata da Errante non aveva più i numeri per continuare la seduta (leggi qui).

La spada di Damocle

I banchi vuoti di quattro consiglieri di Forza Italia: Cetrangolo, Amoroso, Rispo e Catherine Albanese

Anche la seconda convocazione è vissuta con la spada di Damocle del numero legale. Infatti anche in questa occasione i “Quattro dell’Ave Maria”, i consiglieri  Fioravante Cetrangolo,   Giuseppina Amoroso, Patrizia Rispo e Catherine Albanese tutti di Forza Italia, coerentemente con quanto avevano scritto in una lettera (avevano annunciato che non avrebbero più partecipato ai consigli comunali se Errante non avesse concesso loro almeno due assessorati [leggi qui]) hanno brillato per la loro assenza.

Il singhiozzo

Così il Consiglio è proceduto a singhiozzo, senza nemmeno uno specchio in cui rimirarsi e, magari, spaventarsi per la propria bruttezza (almeno il singhiozzo sarebbe passato). La prima parte della seduta si è consumata sulla richiesta avanzata da Michele Valastro di una commissione d’inchiesta sulla gestione della farmacia comunale (leggi qui) e dell’accertamento dell’Agenzia delle entrate che ha bussato alla porta della municipalizzata e ha chiesto il pagamento di 200mila euro di iva evasa.

Permesso o non permesso

La seconda parte ha vissuto su uno scontro furibondo tra il presidente Cirulli e i rappresentanti della lista Masiero, che contestavano l’adozione di una deroga per concedere il “permesso a costruire” alla Demas, proprietaria di un capannone in via Galeno, che corre nella zona produttiva commerciale tra il Leroy Merlin e Kiaby. Errante ha spiegato che la giunta ha approvato la richiesta degli imprenditori perché il comune incassa 217mila euro di oneri, l’opposizione ha contestato la scelta. Soprattutto con Magnoni, Masiero, Salerno e Ferrucci. Per Magnoni, essendo un cambio di destinazione d’uso “è necessario la maggioranza qualificata del Consiglio comunale perché altrimenti, si crea un precedente discutibile”.

Lo scontro

Cirulli ha interrotto Magnoni chiedendo la sospensione della registrazione per permettere al tecnico comunale Gian Marco Zuccherini di spiegare meglio la procedura e le norme che permetterebbero l’adozione della deroga. Apriti cielo, Masiero, credendo che Cirulli volesse semplicemente interrompere il suo compagno di lista ha cominciato a inveire contro il presidente del Consiglio e lo ha accusato di voler tappare la bocca alle opposizioni quando denunciano le nefandezze della maggioranza che governa Corsico.

Lunghezza d'onda

Chiarito l’equivoco, Zuccherini ha potuto esporre le sue ragioni. Ragioni che non hanno placato le contestazioni. Luigi Salerno, capogruppo Pd ha ribadito che “per i cambi di destinazione d’uso serve la maggioranza qualificata, mentre i permessi a costruire non devono passare in Consiglio comunale per essere approvati”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Maria Ferrucci. Per l’ex sindaco di Corsico, le deroghe come gli atti straordinari vengono adottati in presenza di “preminente interesse pubblico, interesse pubblico che in questa deroga non c’è”. Si tratta forse di un trattamento “ad personam?” ha domandato l’esponente Pd.

Rispetto delle regole

Domanda che ha fatto inalberare il sindaco Errante che ha chiesto alla Ferrucci di chiarire meglio il suo pensiero, perché passibile di pesanti equivoci. “Se ci sono dubbi, esplicitateli” ha detto, e poi ha aggiunto: “il territorio si sta deprimendo e sarei contento se arrivassero altri imprenditori a intraprendere nuove attività nel nostro comune”. Infine ha ribadito “questa riqualificazione avviene nel rispetto delle regole”.

Ad operatorem

La Ferrucci ha replicato: “no ad personam, ma ad operatorem”. E mentre Cecchini e Riggio chiedevano al Pd e proponevano al sindaco “Quali sono le alternative?”, “Potremmo imporre l’assunzione del 30% del personale tra i residenti di Corsico”, Magnoni, Salerno e Iregna hanno ribadito tutte le perplessità sul metodo adottato e quindi, al momento di votare, “indignati” hanno abbandonato l’aula assieme ai rispettivi compagni di partito.

Arrivederci variante di Pgt

La stessa cosa è accaduta poco dopo, quando si è cominciato a discutere di variante del piano regolatore. In questo caso serviva la presenza di almeno 12 consiglieri, ma l’assenza di Anna Vignola, di Fratelli d’Italia, uscita dall’aula per motivi personali, ha costretto la giunta a rinviare il punto. Se ne palerà in un prossimo Consiglio, nella speranza di ridurre a più miti “consigli” i quattro dell’Ave Maria (Cetrangolo, Amoroso,  Rispo e Catherine Albanese) e il loro manovratore Giacomo di Capua.

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