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Mercoledì, 25 Ottobre 2017 11:37
Seduta sospesa

Manca il numero legale, salta il consiglio comunale In evidenza

L’assenza di quattro consiglieri di Forza Italia ha fatto annullare la seduta che doveva approvare il bilancio consuntivo delle municipalizzate di Corsico. In ballo ci sono 200mila euro di Iva non versata accertata dall’Agenzia delle entrate

L'aula del Consiglio comunale di Corsico L'aula del Consiglio comunale di Corsico

L’avevano promesso e lo hanno fatto: sino a quando non avranno due assessorati, quattro consiglieri di Forza Italia non parteciperanno più ai Consigli comunali. Il primo risultato ottenuto è che ieri sera, per due volte è venuto a mancare il numero legale per procedere all’approvazione del consuntivo delle municipalizzate corsichesi. L’opposizione, infatti, vista la situazione, ha pensato bene di accentuare le difficoltà i cui versa la maggioranza che governa la città e ha abbandonato la sala, lasciando il cerino acceso nelle mani del sindaco Errante.

Cinque accertamenti

Non è stato questo l’unico motivo del rinvio. All’ordine del giorno, come detto, c’era l’approvazione dei bilancio delle società partecipate cui Corsico detiene quote azionarie. Nel mirino è finito quello della Farmacia. Lo scorso agosto, l’agenzia delle entrate ha disposto cinque accertamenti fiscali per fatture non pagate. La vicenda riguarda gli esercizi che vanno dal 2008 al 2012, quella che ha visto come protagonisti Gianfranco Bona e Carmelo Famà, accusato dell’omicidio di un farmacista.

La guardia di finanza

In quel periodo la municipalizzata corsichese fu al centro di indagini della guardia di finanza che aveva recuperato anche molta documentazione relativa al magazzino, al carico e allo scarico delle medicine e alla fatturazione dei farmaci. Bona era legato a doppio filo con le Farmacie corsichesi spa sia perché una sua azienda era fornitrice della municipalizzata, sia   perché l’ex direttore generale della municipalizzata Carmelo Famà era stato anche direttore tecnico dell’azienda di Bona.

L'accantonamento

Dopo l’intervento dello scorso agosto dell’Agenzia delle entrate, si parla di Iva non pagata, di fatture false e quant’altro, gli attuali responsabili di Farmacie Corsichesi, hanno deciso di accantonare 200mila euro per far fronte alle richieste del fisco, nel caso il ricorso alla commissione tributaria dovesse essere respinto e la municipalizzata fosse costretta a pagare.

Procedere contro tutti



A sollevare una questione che non appare di lana caprina è stato Michele Valastro (nella foto qui in alto), anche lui di Forza Italia, ma presente in aula. Valastro ha chiesto al sindaco e all’assessore al Bilancio Scurati, un impegno dell’intera amministrazione a “procedere con un’azione di responsabilità contro tutti, nessuno escluso, gli individuati, se individuati, aventi causa”.

Realtà solida

Il sindaco Errante ha sottolineato come il bilancio in discussione fosse quello del 2016 e non del 2017, esercizio su cui graverà l’accantonamento. Ha confermato inoltre che la municipalizzata ha nominato un tributarista che la difenda davanti alla commissione tributaria. “Farmacie Corsichesi – ha detto – è una realtà solida che produce utili importanti per le casse del comune”.

Utili bruciati

Il problema è che con questo accantonamento, probabilmente gli utili del 2017 saranno bruciati. E secondo Valastro, questo è un danno provocato a tutta la citta di Corsico e ai suoi abitanti. Quante cose si potrebbero fare con 200mila euro? Approvando il bilancio, ha detto, non tuteliamo i consiglieri comunali che potrebbero essere chiamati in causa per una scelta improvvida.

Chi ha creato il danno?

“Voglio sapere – ha rimarcato Valastro – chi ha creato il danno, chi sono le persone che hanno gestito la municipalizzata in quel periodo, perché nei loro confronti non è stata ancora intrapresa alcuna iniziativa”. E senza assicurazioni sull’adozione di qualche provvedimento   ha minacciato di votare contro.

Seduta sospesa

A questo punto, alcuni consiglieri del Pd, che erano rientrati dopo la prima sospensione del Consiglio per la discussione, e quelli del M5s, si sono rialzati e sono usciti per la seconda volta dall’aula. Rimancato il numero legale, la seduta è stata sospesa.

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