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Giovedì, 28 Settembre 2017 15:19
Una questione di poltrone

Corsico, Consiglio comunale a rischio In evidenza

Quattro ribelli di Forza Italia minacciano di disertare i lavori sino a quando non saranno accolte le loro richieste. Vogliono due assessorati, la presidenza di una municipalizzata e un consigliere delegato

Nella foto Giacomo di Capua, quando era assessore della Lega e il vicesindaco Silvia Scurati Nella foto Giacomo di Capua, quando era assessore della Lega e il vicesindaco Silvia Scurati

Non c’è pace per la vita politica a Corsico. Questa volta a essere a rischio è il Consiglio comunale in programma per venerdì sera. Ancora una volta a mettere in dubbio il regolare svolgimento della seduta e il proseguimento dei lavori è la lotta interna ed esterna a Forza Italia. Il gruppo formato da Amoruso, Rispoli, Cetrangolo e Albanese, infatti, minaccia di non partecipare più alle sedute se non saranno accolte le loro richieste.

Come la Lega

Cosa vogliono i quattro ribelli? Essere trattati come forza importante della maggioranza che governa il paese e quindi avere almeno le stesse poltrone che sono state assegnate alla Lega. Lo scontro è durissimo. A tirare le fila, un “genio” della politica locale, quel Giacomo di Capua che fuoriuscito proprio dalla Lega dopo lo scandalo del Festival dello stocco, è stato cooptato nel direttivo di Forza Italia.

Una questione di poltrone

Sono quattro le poltrone che il gruppo vuole: due assessorati (uno subito, l’altro entro due o tre settimane), la presidenza di una partecipata e un consigliere delegato. E minaccia di far saltare il banco se non sarà accontentato. I ribelli hanno promesso di non presentarsi in consiglio se non avranno nelle loro mani le nomine già firmate.

Lo spiraglio

Sino a ieri sera sull’argomento c’era stata la chiusura totale del sindaco Errante, ma, secondo indiscrezioni raccolte da pocketnews.it oggi a mezzogiorno si sarebbe aperto uno spiraglio. Questa sera alle 21 è in programma un’ulteriore riunione che potrebbe sancire l’accordo o la spaccatura. In quest’ultimo caso, però, sarebbe a rischio lo stesso futuro della legislatura.

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