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Mercoledì, 06 Settembre 2017 11:02
Le vertenze

Dipendenti comunali sul piede di guerra In evidenza

Sul fronte sindacale è un settembre caldo per la mobilitazione dei lavoratori che rivendicano, a Corsico e Trezzano, migliori condizioni e una maggiore attenzione da parte delle amministrazioni

I sindacati della Funzione pubblica accusano le amministrazioni di Corsico e Trezzano di non voler trovare soluzioni ai problemi del personale I sindacati della Funzione pubblica accusano le amministrazioni di Corsico e Trezzano di non voler trovare soluzioni ai problemi del personale


Stato di agitazione, assemblee convocate e rinviate, assemblee confermate, scioperi. Vita dura per i dipendenti comunali di Corsico e Trezzano. Sul fronte sindacale, è un settembre caldo con rivendicazioni che non vengono accettate, accordi che vengono disattesi.

L'accusa

Hanno cominciato quelli di Trezzano che la scorsa settimana avevano convocato un’assemblea per discutere le azioni da intraprendere contro l’amministrazione Bottero perché a quattro mesi dal tentativo di conciliazione di fronte al Prefetto di Milano, il sindaco starebbe procedendo a “una riorganizzazione solo contabile dei servizi, tagliando le indennità e stabilendo nuovi turni di lavoro” e non avrebbe alcuna intenzione di concludere la vertenza   sottoscrivendo un accordo complessivo. L’assemblea, convocata per lo scorso 31 agosto è stata poi rinviata perché il Comune non avrebbe fornito sufficienti informazioni ai cittadini in merito alle modalità e allo svolgimento della stessa riunione. Chi si fosse recato in municipio quel giorno avrebbe trovato molti uffici chiusi.

La difesa

Con una nota diffusa ieri in mattinata, il sindaco Bottero ha ribaltato le accuse, sottolineando come il 28 agosto sia stata inviata ai sindacati una bozza di contratto che riguarda la parte normativa. Con il documento Bottero accusa poi gli stessi rappresentanti sindacali di non aver proposto alcuna soluzione sulle indennità “da specifiche responsabilità”. Per tutta risposta su Facebook sono apparsi post che confermano che da parte dei dipendenti di Trezzano la “lotta continua”.

Lo sciopero

Più complicata la situazione a Corsico. I sindacati hanno proclamato il blocco degli straordinari sino al 24 settembre e una giornata di sciopero per il 10 settembre. Intanto per il 7 settembre è stata convocata un’assemblea che ha diversi punti all’ordine del giorno. Le questioni aperte sono tantissime a riguardano diversi settori. A cominciare dalla polizia locale “cui non sarebbe stato ancora riconosciuto il buono pasto” alla carenza di personale diminuito negli ultimi anni di circa 80 unità.

La produttività

Uno dei punti dolenti riguarda i premi produttività: “i dipendenti non ne percepiscono alcuna perché l’amministrazione opera delle trattenute per presunti debiti”. Tra dipendenti e comune, da tempo infatti esiste un contenzioso aperto davanti al giudice del lavoro del tribunale di Milano, in merito ad alcune somme pagate ai lavoratori che gli ispettori del Mef, cui sono delegati i controlli sulla gestione amministrativa e contabile, avevano contestato. I rilievi erano stati sollevati, durante l’amministrazione Ferrucci, su alcune prestazioni ordinarie che erano state retribuite con fondi straordinari. Ne era stata chiesta la restituzione. Alcuni lo avevano fatto altri no. I sindacati erano poi scesi sul sentiero di guerra e ne avevano chiesto, al tribunale, il rimborso.

Servizi decaduti

Altra questione in ballo riguarda sempre il fondo produttività che non sarebbe stato ricalcolato dopo che i dipendenti Ata sono stati trasferiti dal comune allo Stato. “Negli ultimi sette anni – c’è scritto in un documento redatto lo scorso 24 luglio durante un tentativo di conciliazione davanti al Prefetto di Milano – si è assistito alla decadenza dei servizi erogati dal Comune di Corsico”. Gli esempi sarebbero molti e riguarderebbero l’ufficio acquisti, che è stato chiuso, l’uffico appalti con personale poco qualificato, le educatrici dell’asilo nido che passano da un settore all’altro lasciando scoperti i precedenti. L’accusa al sindaco è di non aver intrapreso azioni concrete.

Soluzioni definitive

“L’insieme delle criticità – riporta il documento – la carenza di personale, l’aumento dei carichi di lavoro, l’organizzazione del lavoro, le attrezzature obsolete e ambienti di lavoro non adeguati creano forte stress nei lavoratori”. È arrivato – dicono i sindacati - il tempo di trovare delle soluzioni definitive”.

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