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Mercoledì, 05 Luglio 2017 09:59
La sentenza

Diritti negati a bambino autistico: il giudice condanna il sindaco In evidenza

Si conclude la vicenda di Patricio, cui il Comune di Corsico aveva ridotto le ore di assistenza scolastica

Il giudice ha condannato il sindaco di Corsico, Filippo Errante, per aver discriminato Patricio, un bambino di sei anni affetto da autismo Il giudice ha condannato il sindaco di Corsico, Filippo Errante, per aver discriminato Patricio, un bambino di sei anni affetto da autismo

"Il tribunale di Milano, definitivamente pronunciando, rigettata ogni altra domanda e eccezione, così decide: Accerta la condotta discriminatoria tenuta dal Comune di Corsico nei confronti di Patricio Soroa Ramirez;
Condanna il Comune di Corsico, in persona del Sindaco pro tempore, a risarcire il danno non patrimoniale subito da Patricio Soroa Ramirez e a corrispondere ai ricorrenti quali genitori del minore la somma di € 1000,00, oltre interessi legali da oggi al saldo effettivo; Condanna il Comune di Corsico, in persona del Sindaco pro tempore, a pagare le spese processuali sostenute da Patricio Soroa Ramirez liquidate in € 2.430,00, per compensi, oltre al rimborso Delle spese legali generali pari al 15%, nonché Iva e Cpa”.

Battaglia legale

Questo qui in alto è il dispositivo della sentenza con cui il giudice del Tribunale di Milano, Orietta Stefania Micciché, ha condannato il sindaco di Corsico, Filippo Errante, per aver discriminato Patricio, un bambino di sei anni affetto da autismo al quale aveva ridotto le ore di assistenza scolastica. È la conclusione di una lunga battaglia legale intrapresa dai genitori del ragazzo, Stefania e Carlos. Che di fronte alla scelta del primo cittadino di Corsico di privare il loro figlio dell’assistenza di cui ha bisogno, si sono ribellati.

Un giudice a Berlino

A lungo hanno chiesto che il loro bambino potesse frequentare la scuola materna. La stessa madre era intervenuta durante un Consiglio comunale per perorare la sua causa. Niente. Si è scontrata contro un muro. Ma non si è mai arresa. Non trovando a livello locale un interlocutore disponibile, si è rivolta a un giudice terzo.  Che le ha dato ragione su tutta la linea e ha messo nel mirino Comune e sindaco, i quali avrebbero dovuto rendere operativo un progetto educativo con specifici obiettivi da raggiungere step dopo step. Avrebbero dovuto cioè “adottare un piano educativo individualizzato rendendo operativi tutti gli strumenti, previsti dalle norme, per trovare le soluzione migliori alle esigenze di Patricio”.  Adesso il Comune di Corsico deve risarcire oltre al danno «non patrimoniale» di mille euro anche le spese processuali (2.430 euro), così come riportato nel dispositivo della sentenza.  

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