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Martedì, 04 Luglio 2017 15:27
Movida o sicurezza

Il Pd si schiera contro la chiusura dei locali pubblici In evidenza

La segreteria del partito stigmatizza la scelta del sindaco di Corsico, Errante, e la definisce “sbagliata nel metodo e nel merito”

Il provvedimento di chiusura dei bar alle 23,30 fa ancora discutere le forze politiche Il provvedimento di chiusura dei bar alle 23,30 fa ancora discutere le forze politiche

Chiusura dei locali pubblici alle 23,30. L’ordinanza sottoscritta nei giorni scorsi dal sindaco Errante ha scatenato un putiferio. Da una parte si sono schierati i favorevoli al provvedimento che sottolineano come in questo modo si tuteli la tranquillità dei residenti che abitano le zone della movida corsichese dagli schiamazzi notturni, dall’altra gli oppositori, secondo i quali la decisione del primo cittadino danneggia non solo le attività economiche dei commercianti, ma lede anche la libertà del singolo individuo.

Metodo e merito

In campo è scesa anche la segreteria locale del Pd che, con una nota diffusa ieri, ha sottolineato come si discuta di  “un provvedimento sbagliato nel metodo e nel merito. Nel metodo perché si tratta di una scelta imposta senza nessun dialogo preventivo con i gestori dei locali per valutarne le conseguenze; dimostra cioè una mentalità amministrativa novecentesca, per cui l'istituzione pubblica si impone su cittadini e operatori senza un'ottica di condivisione e lavoro di rete. Nel merito, perché il provvedimento restringe gli spazi di socialità per i cittadini (in una città che già non eccelle in quanto a luoghi di aggregazione) e danneggia i gestori dei locali”.

Fuga nei comuni limitrofi

“Chi vorrà passare una serata in compagnia, specialmente nei weekend estivi, - continua la nota - preferirà i comuni limitrofi. La misura sarà poi inefficace nel ripristinare la quiete notturna in alcune zone della città, cosa possibile solo prevedendo una presenza serale delle forze dell'ordine. I problemi notturni del parco Verdi, per esempio, non sono certo dovuti alla presenza di esercizi commerciali nei dintorni ma alla mancanza di controllo del territorio. Si tratta quindi di un provvedimento che, al netto di tanta retorica, danneggia tutti e contribuisce a chiudere la città su sé stessa.”

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