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Sabato, 03 Giugno 2017 11:32
La polemica

Nuova bufera sulla giunta: dopo lo stocco ecco l’amaro “Repubblica sociale” In evidenza

Un post sulla festa della Repubblica dell’assessore corsichese Di Mino ha provocato polemiche che potrebbero avere pesanti conseguenza

Il sindaco di Corsico Filippo Errante e l'assessore ai servizi sociali, Di Mino Il sindaco di Corsico Filippo Errante e l'assessore ai servizi sociali, Di Mino


Da un assessore all’altro, da una gaffe all’altra. Le polemiche sul Festival dello stocco si erano appena placate, ed ecco che la giunta di Corsico si ritrova in una nuova bufera. Il merito, se così si può dire è di Pietro Di Mino, Fratelli d’Italia, assessore ai servizi sociali corsichesi, che in occasione della festa della Repubblica ha postato sul suo profilo facebook: "2 giugno: l'unica Repubblica è quella Sociale". Il post, scritto in stampatello, ha subito scatenato una bufera.

Uno Stato fantoccio

Ma come, in occasione della festa della Repubblica, c’è ancora chi fa riferimento alla Repubblica Sociale Italiana (RSI) la cui esistenza tra il settembre 1943 e l'aprile 1945, fu imposta  dalla Germania nazista a Benito Mussolini, affinché governasse i territori italiani controllati militarmente dai tedeschi dopo l'armistizio di Cassibile? La storiografia ufficiale l’ha sempre considerata uno Stato fantoccio, uno stato che non aveva alcun fondamento giuridico.

La reazione

Inneggiare al regime nazifascista, proprio il giorno della festa delle Repubblica, più che una gaffe di un nostalgico, ai più è sembrata una provocazione. Alla quale rispondere per le rime. Robero Masiero, ha scritto una lettera aperta al sindaco Filippo Errante con la quale, a proposito di Di Mino, ha sottolineato: “Questa persona si era già distinta per il suo disprezzo nei confronti della Resistenza lasciando l'aula del Consiglio Comunale durante il minuto di silenzio per la morte del partigiano Ricotti. Per questo ho proposto una mozione di censura che verrà portata ai voti durante il prossimo Consiglio. Questa ulteriore forma di disprezzo è assolutamente intollerabile. Segnalerò immediatamente al Prefetto Luciana Lamorgese questo insulto ai valori della nostra Repubblica, e a questo punto le chiedo formalmente di ritirare le deleghe ad un personaggio indegno di rappresentare la nostra Comunità”.

Quale Repubblica?

Al momento non è chiara la posizione del primo cittadino corsichese, in merito a questa vicenda. Però sul suo profilo social ha postato : “La mia Repubblica è quella italiana. Questa mattina sono stato in Prefettura per le celebrazioni della Repubblica e oggi pomeriggio sarò a Corsico dove ribadirò le miei idee. La mia posizione di sindaco e di cittadino è questa. È la Repubblica che volevano i padri costituenti? Credo di no. Perché ci vorrebbe più libertà di circolare per strada senza paura di essere aggrediti. Servirebbe più lavoro, perché la nostra Costituzione è fondata sul lavoro! Quindi non si può certo dire che sia la Repubblica migliore. Però è su questa che dobbiamo impegnarci, dentro e fuori dalle istituzioni, per difendere sempre i nostri valori!”

Un amaro difficile da digerire

Dallo stocco alla Repubblica sociale, Errante dovrà affrontare una nuova bufera mediatica provocata da un suo assessore. Di Mino è entrato in giunta a Corsico un paio di mesi fa,  dopo il terremoto politico provocato dalla vicenda della sagra dello stocco di Mammola patrocinata dal comune e organizzata da Vincenzo Musitano, genero del boss della ‘ndrangheta Giuseppe Perre. Dopo il baccalà nel menù della giunta, da parte sua, Di Mino ha servito un amaro che potrebbe avere le stesse conseguenze.

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