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Martedì, 16 Maggio 2017 17:48
L'emergenza

Accoglienza migranti, Corsico dice: “non è sostenibile” In evidenza

Il flusso dei profughi non accenna a diminuire, per questo motivo è stato varato un piano nazionale che riguarda anche l’hinterland milanese che dovrà accogliere 5.082 profughi di cui 654 nel Sud-Ovest

nella foto di repertorio, un barcone carico di profughi soccorso nel Canale di Sicilia nella foto di repertorio, un barcone carico di profughi soccorso nel Canale di Sicilia

La data campale è quella di giovedì 18 maggio. Da segnare sul calendario perché è fissata la firma del protocollo che impone la distribuzione degli immigrati in quasi tutti i comuni della provincia di Milano. La decisione del prefetto avallata dal ministro dell’Interno Minniti, ha provocato la levata di scudi da parte di molti amministratori locali.

654 nel Sud-Ovest

Il flusso dei migranti non accenna a diminuire, per questo motivo è stato varato un piano nazionale che riguarda anche la Città metropolitana che dovrà accogliere 7.774 profughi, di cui 5.082 nell’hinterland: 654 Sud-Ovest. Alcuni comuni a guida Pd si sono detti disponibili all’accoglienza, altri soprattutto a guida centrodestra, minacciano le barricate, altri stanno studiando le contromisure, altri ancora non sanno proprio dove potranno ospitarli.
Il problema è che l’assegnazione non riguarda solo i comuni che firmeranno il protocollo: chi non firma rischia più degli altri di più di vedersi paracadutare un gruppo di migranti.  

Non ci sono le condizioni

Sulla questione è intervenuto, con una nota resa pubblica nel pomeriggio, il sindaco di Corsico Filippo Errante secondo il quale: “a Corsico non ci sono, per una serie di ragioni, le condizioni per ospitare migranti che fuggono dai propri Paesi d’origine” e lo ha scritto in una lettera inviata nei giorni scorsi in Prefettura, firmata anche dall’assessore alla sicurezza Sergio Di Giovanni. Uno dei temi di fondo riguarda la sostenibilità. “Un concetto che non può e non deve essere sottovalutato – evidenzia il sindaco Filippo Errante – perché la presenza dei richiedenti protezione non deve alterare l’ordine pubblico, la sicurezza effettiva e percepita, la convivenza civile, evitando che essa abbia gravi ricadute vita dei cittadini e sulle opportunità di crescita del territorio”.

Sicurezza urbana

Secondo i due amministratori “Ci sono almeno due elementi rispetto ai quali la sostenibilità andrebbe commisurata”. Il primo riguarda la necessità di delineare con precisione chi siano i richiedenti protezione da accogliere (famiglie, giovani in età da lavoro, maschi o femmine, minori, infanti, ecc.). Il secondo fa riferimento al contesto di sicurezza urbana preesistente (marginalità sociale, aree a rischio, fenomeni di criminalità emergenti, inciviltà, illegalità diffusa e così via) in cui sarebbero accolti coloro che arrivano dalle più diverse zone del Mediterraneo, del Medio Oriente e del continente africano.

Immigrazione fuori controllo

Il sindaco ha ribadito che il Comune non può gestire direttamente l’emergenza che il Governo centrale non può scaricare sui Comuni visto che è la conseguenza di una “immigrazione fuori controllo, frutto di politiche nazionali ed europee inadeguate”.

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