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Venerdì, 23 Febbraio 2018 23:50
L'appello

Salviamo il parco Cabassina dalle prostitute In evidenza

L’associazione Toc toc… ha chiesto di poter utilizzare le strutture dell’area oggi ricettacolo di lucciole che battono i marciapiedi di viale Italia a Corsico

Segnaletica stadale che indica il parco Cabassina, a Corsico Segnaletica stadale che indica il parco Cabassina, a Corsico

È una storia di periferia. Una storia di riscatto sociale che ha bisogno di essere accompagnato, non ostacolato. La sensazione, invece, è che le aspettative, le speranze, i sogni di un gruppo di ragazzi e del loro mentore si scontreranno con la miopia di una burocrazia che non riesce a vedere al di là del proprio naso.

Cabassina-prigione, andata e ritorno

È la storia del gruppo “Toc Toc, ci siamo anche noi” fondato da Saro Mascari (il mentore: strano, vero definirlo così), un corsichese di 48 anni, che ha vissuto una giovinezza piena di sbagli, che lo hanno condotto nella cella di una prigione. Pagato il suo debito con la giustizia, Mascari è tornato nella sua Corsico, nel quartiere Lavagna, nel parco Cabassina. Qui ha ritrovato le stesse panchine su cui ha trascorso gli anni della sua gioventù prima di perdersi. Anni di noia, senza alcunché da fare, perso, dimenticato dalla famiglia e da tutti coloro che avrebbero dovuto e potuto dargli una mano per emergere dalle secche su cui si stava per incagliare. Nessuno lo ha aiutato e lui è affondato.

Una ciambella di salvataggio

Quando è riemerso, su quelle panchine ha trovato decine di ragazzi che, come lui potrebbero perdersi, e ha deciso di provare a salvarli. Ha voluto lanciare loro una ciambella di salvataggio. Li ha quindi riuniti nell’associazione (è un parolone) e sta provando a dargli un obiettivo. Gli ha dato un nome che riassume l’essenza della sua esistenza. “Toc toc, ci siamo anche noi” bussa alla porta del mondo per dire “non vogliamo essere più emarginati, vogliamo un posto dove poter stare insieme”.

Le vere padrone del parco

Mascari si è rivolto al comune e ha chiesto che gli venga assegnato a titolo gratuito la gestione del bar del parco Cabassina. Chiamarlo ancora bar è un eufemismo. È un rudere utilizzato dalle prostitute che raccattano clienti su viale Italia. Oggi sono loro le vere padrone del parco e del bar. Se ne sono impadronite. Dietro di loro lasciano una scia di profilattici, di stracci, di rifiuti che nessuno raccoglie. Hanno trasformato quello che una volta era il fiore all’occhiello del quartiere in una specie di discarica di umori da sesso usa e getta.

Un obiettivo per cui impegnarsi

Nell’istanza al comune, Mascari  ha chiesto di potersi occupare del parco, di aprirlo e chiuderlo, di pulirlo, di occuparsi di piccola manutenzione, di riaprire il bar in modo che i settanta giovani che ha raccolto attorno a sé abbiano un luogo in cui stare, un obiettivo per cui impegnarsi. Alcuni vorrebbero ripristinare la biblioteca. I suoi non sono ragazzi facili. Molti sono disabili, altri hanno problemi familiari, tutti corrono il rischio di imboccare la strada sbagliata. “Dice Mascari: sono disponibili ad occuparsi di tutto, a turno, per due o tre ore a giorno. Se li teniamo occupati risolviamo due problemi: evitiamo che vadano a ingrossare le fila della microcriminalità e liberiamo il parco dalle prostitute e dai loro clienti”.

Bando impossibile

Il comune ha fatto però sapere che intende assegnare bar e parco tramite un bando a un imprenditore che versi nelle casse municipali almeno sette – ottomila euro l’anno.  “È una cifra impossibile per noi – conferma sconsolato Mascari – e forse non solo per noi. Tutti i tentativi di gestire privatamente queste strutture sono infatti durate un’estate, forse due. Poi tutto e stato abbandonato e lasciato nel degrado più assoluto. I ragazzi possono farle funzionare. Dobbiamo dare loro l’opportunità di misurarsi con impegno in un progetto che li veda protagonisti, altrimenti corriamo il rischio di perderli”. Toc Toc… c’è qualcuno all’ascolto.

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2 commenti

  • Link al commento Francostars Sabato, 24 Febbraio 2018 18:26 inviato da Francostars

    Che male fanno le prostitute maggiorenni e consenzienti ed i loro clienti sulle strade, se non compiono intralcio al traffico, sporcizia e/o atti osceni sotto la vista pubblica? Basta con quest’assurda "Meretriciofobia".

  • Link al commento carros Sabato, 24 Febbraio 2018 17:30 inviato da carros

    Caro Saro pensano solo hai fondi cassa non pensano alla popolazione del nostro quartiere noi non contiamo nulla, c'e' un custode ora in pensione che gia' non facev niente prima adesso ancora peggio occupa un appartamento che dovrebbe essere dato ad un guardiano invece niente perche' domanda ????. mi dicono non si possa toccare perche'??? seconda domanda attendiamo noi cittadini una risposta grazie

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