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Giovedì, 02 Febbraio 2017 16:39
Rotte le trattative

Maestre, la parola passa al Tribunale In evidenza

Quella che si prospetta è la logica conclusione di una scelta contestata che, a detta di molti, ha leso i diritti delle addette agli asili nido di Cesano Boscone

Scuole materne ancora nella bufera, interrotte le trattative, le lavoratrici si rivolgono al Tribunale Scuole materne ancora nella bufera, interrotte le trattative, le lavoratrici si rivolgono al Tribunale

Naufragata ogni trattativa, la questione passerà nelle mani del giudice del tribunale del lavoro di Milano. Un duro colpo per l’amministrazione di sinistra che regge le sorti del comune e che ha sempre affermato che tutto era risolto. Risolto un bel nulla. Ma procediamo con ordine.

Armonizzazione?

Oggi si è conclusa la fase detta “dell’armonizzazione dei contratti” tra le organizzazioni sindacali scese in campo per difendere le lavoratrici e le cooperative cui il Comune di Cesano Boscone ha affidato il servizio degli asili nido. Che cosa significa? Questa operazione era necessaria perché le cooperative hanno un contratto nazionale di lavoro molto diverso da quello degli enti locali da cui dipendevano le maestre. Visto quindi che lo scorso 24 ottobre le lavoratrici erano state “trasferite” in blocco alle cooperative (al pari dei locali e degli arredi) era necessario questo passaggio previsto dalle normative di legge, e quindi obbligatorio, a tutela delle interessate.

Le differenze

Si dovevano “armonizzare” al massimo le differenze dal momento che, come prevede l’art. 2112 del Codice Civile, “In caso di trasferimento d’azienda, il rapporto di lavoro continua con il cessionario e il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano… Il cessionario è tenuto ad applicare i trattamenti economici e normativi previsti dai contratti collettivi nazionali, territoriali e aziendali vigenti alla data del trasferimento….”.
In un incontro avvenuto lo scorso ottobre, le organizzazioni sindacali avevano presentato una bozza di accordo, peraltro già in vigore in altra realtà che hanno le stesse scelte di Cesano. Nelle riunioni successive si erano focalizzati i punti in discussione. Che erano e restano: il riconoscimento del trattamento del periodo di malattia (abissalmente diverso nei due contratti) o di infortunio e l’inquadramento contrattuale. Quello proposto, di fatto prevede demansionamento delle maestre: da educatrici professionali ad “assistenti”.

Economicamente insostenibile

Oggi la conclusione delle trattative. Le cooperative hanno fatto presente che, in base a quanto garantito dall’amministrazione comunale, tale riconoscimento sarebbe economicamente insostenibile. A questo punto l’unica strada percorribile, secondo i rappresentanti sindacali, è quella del Tribunale del lavoro affinché sia un giudice terzo a tutelare i diritti delle maestre.

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