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Venerdì, 02 Dicembre 2016 08:11
Cesano - Intervista al primo cittadino

Negri: “Sono un cervello in fuga mancato” In evidenza

"In due anni abbiamo rivisto i grandi appalti, quelli che riguardano i servizi di igiene ambientale, di refezione scolastica, della telefonia, della manutenzione del verde"

Il sindaco di Cesano Boscone, Simone Negri, guida il paese da circa due anni Il sindaco di Cesano Boscone, Simone Negri, guida il paese da circa due anni

Lei per anni ha vissuto con l’assegno di ricerca al Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’università di Milano. La ricerca in Italia è la figlia mai riconosciuta di tutti i governi che l’hanno “non” governata, non le è mai venuta voglia di seguire molti suoi colleghi e di trasferirsi all’estero?
“Certo. Al momento di candidarmi mi sono detto: «o faccio il sindaco o parto e vado a cercare fortuna all’estero». Se non fossi stato eletto, sarei andato”.

Vuole dire che se non avesse vinto le primarie, oggi avremmo un sindaco Pd in meno e un cervello in fuga in più?
“Sì”

Prima che diventasse sindaco col sostegno del Pd, lei aveva scritto sul suo blog: “L’omicidio Letta è senza movente. Far cadere il Governo potrebbe avere un senso a fronte di una prospettiva diversa, sia programmatica che di alleanze. Qui non c’è neanche l’analisi della situazione.” È ancora dello stesso avviso?
“Certo, non vedo grosse differenze. Le stesse forze che sostenevano Letta sostengono Renzi, anzi. Non capisco perché Bersani non sia stato mandato davanti alle camere a guadagnarsi la fiducia, probabilmente l’ex segretario Pd non piaceva a Napolitano”.

Torniamo a Cesano. Durante la campagna elettorale aveva detto: “Credo che sia necessario operare una capillare revisione della spesa, occupandosi fin da subito dei grandi contratti”. Come procede questa revisione e a che risultati ha portato?
“In due anni abbiamo rivisto i grandi appalti, quelli che riguardano i servizi di igiene ambientale, di refezione scolastica, della telefonia, della manutenzione del verde. Nel primo caso abbiamo ottenuto risparmi consistenti che ci permetteranno di ridurre la Tari del 20%, negli altri abbiamo ricondotto una miriade di contrattini in un unico alveo. I quattro contratti per la manutenzione del verde sono stati raggruppati, per la telefonia siamo passati tutti a Fastweb e sulla stessa rete abbiamo collegato 16 telecamere della T.Red e di controllo del territorio. Lo stesso abbiamo fatto anche per le pulizie”.

Aveva anche detto: “Se il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, gira con una Punto a metano, il Sindaco di Cesano non può girare con una Panda elettrica”. Ha poi comprato la panda elettrica?
“No, ma ho ridotto le auto. La spesa è scesa da 210.000 euro a 70.000 e ho venduto la vecchia Audi di rappresentanza. A Cesano giro in bicicletta”.

E quando deve andare fuori?
“La prima vettura disponibile”:

A che punto è la verifica delle strutture pubbliche utili e di quelle inutili. Aveva detto: “Dobbiamo avere il coraggio di venderle o di affittarle. Aveva fatto l’esempio della sede municipale di via Pogliani che costa ogni anno 120mila euro solo di mantenimento. Vuole davvero vendere il Municipio di Cesano?
“Sì. Non capisco perché dovremmo avere due sedi. Vendendone una libereremmo delle risorse preziose e potremmo concentrare tutto il Comune in via Vespucci. È un’ipotesi sulla quale, pur non avendo tempi immediati, stiamo lavorando. Per il momento abbiamo introdotto un nuovo regolamento per l’utilizzo degli spazi e delle strutture pubbliche. Adesso chi le vuole è tenuto a pagare un affitto, modesto ma da pagare”.

Le polemiche sulla esternalizzazione della scuola di musica sembrano sopite, quelle sulla materna imperversano sempre di più. Qual è la situazione dal punto di vista dell’amministrazione comunale?
“La scuola di musica era gestita da noi, ma gli insegnanti figuravano come consulenti. C’era una sovrapposizione e anche confusione tra il ruolo dell’ente pubblico locale e l’Agenzia per la Formazione, l'Orientamento e il Lavoro. In estate abbiamo messo a gara la sua gestione. Affidandola a privati risparmiamo almeno 50.000 euro e ci siamo garantiti una stagione concertistica di prim’ordine.”

Insegnati tutti contenti?
 “A quanto pare sì”.

La situazione è diversa per gli asili: è uno degli argomenti che hanno “vivacizzato” il dibattito politico durante tutto il 2016. A che punto è il contenzioso con le educatrici?
 “Non c’è alcun contenzioso con le insegnanti”.

Vicenda chiusa allora?
“Ni. Dal nostro punto di vista dobbiamo solo seguire le ultime fasi del passaggio del personale alla cooperativa che ha vinto la gara, trovare gli strumenti che l’aiutino. Stiamo studiando alcuni incentivi che potrebbero essere accettati da entrambe le parti. Il comune, per esempio garantirà a tutti gli interessati lo stesso stipendio che prendevano prima integrandolo, con un fondo di circa 80.000 euro, le attuali differenze. Il fondo sarà attivo sino a quando l’ultima delle educatrici andrà in pensione”.

Sono molte che lamentano uno scadimento del servizio e grosse nubi sul loro futuro…
“Nessuna nube. Oggi noi forniamo un servizio a circa 104 bambini invece di quaranta come accadeva prima. Con le stesse risorse soddisfiamo le esigenze di più del doppio delle famiglie, molte delle quali hanno un Isee più che buono. Non solo: la cooperativa che è subentrata assumerà undici altre maestre. Questi sono i dati. Tutto il resto è solo inutile polemica”. (Sarà inutile polemica, ma il giorno dopo il rilascio di questa intervista, durante il Consiglio comunale, una quindicina di maestre hanno manifestato tutta la loro rabbia. Molte di loro non hanno ricevuto lo stipendio di novembre. ndr) (Leggi l’articolo).

Tutte queste esternalizzazioni non fanno parte del Dna del Pd, erede del vecchio Pci, ma piuttosto intrinseche nella cultura Liberal. Lei è un liberale mascherato da Pd?
“No. No, ritengo solo di intervenire e intervengo nei settori in cui è conveniente per le casse del Comune. Il servizio mensa, per esempio, è stato riportato sotto la gestione diretta della nostra amministrazione”.

Quello dei rifiuti è un altro campo minato. Perché la raccolta è stata affidata all’unico operatore che ha partecipato all’appalto, un’associazione di imprese che ha dei problemi al suo interno visto che un socio si starebbe defilando?
“Intanto con il nuovo servizio Cesano spende meno dei comuni vicini. Con la vecchia concessionaria, Area Sud, spendevamo circa 3milioni di euro l’anno, con la nuova ne risparmiamo 600mila che permetteranno una riduzione della Tari del 20%.”

Il problema è un altro. Visto da fuori appare strano che si sia presentata una sola impresa. Sappiamo che la raccolta dei rifiuti è un business, che in molti casi viene gestito dalla criminalità organizzata. Non era possibile riformulare il bando, magari per permettere la partecipazione di altre aziende e garantirsi un servizio migliore o a costi ancora più concorrenziali?
“No, l’azienda ha tutti i requisiti di legge per poter svolgere il suo lavoro. È una multinazionale che non ha legami con personaggi o situazioni locali. Intanto, rispetto al passato, un primo salto di qualità si vede: la raccolta differenziata è passata dal 54 al 57 per cento e questo ci ha permesso di raddoppiare gli incassi derivati dalla vendita dei materiali recuperati. Siamo passati da poco meno di 8mila euro a quasi 15mila”.

La criminalità organizzata ha reso Cesano famosa oltre i propri confini. Interi quartieri sono stati costruiti da aziende (Carollo) dichiarate mafiose. Ci sono ancora imprese mafiose che operano sul territorio di Cesano?
“I soggetti ci sono e la loro presenza è anche rilevante, l’importante è riuscire a tenerli sotto controllo. A Cesano, però, non è più possibile avviare grandi speculazioni edilizie perché il territorio disponibile è finito. Le imprese criminali si sono spostate nell’Abbiatense, dove ci sono maggiori disponibilità di aree edificabili. A Cesano, come altrove, la criminalità vive di controllo del territorio. Qui da noi investe in qualche bar, qualche ristorante o associazione sportiva. Basta però tenere alta l’attenzione per evitare che estenda la sua influenza”.

Cesano vive l’emergenza affitti. I quartieri Giardino e Tessera pur essendo di diversa proprietà soffrono gli stessi problemi: mancata riscossione dei canoni, scarsa manutenzione, sfratti, abusivismo. Quali sono le cifre di questo fenomeno?
“In quest’ambito sono circa 80-100 le sentenze di sfratto che gravano su Cesano ogni anno. Ne vengono eseguite una cinquantina. Alcune risorse della Regione Lombardia ci permettono di attenuare il problema. Ma mentre al Tessera non viene sfrattato quasi nessuno, al Giardino si verificano le situazioni più delicate. Esistono due meccanismi per risolverle. Il primo è il fondo per morosità incolpevole che mette a disposizione risorse sino a 12mila euro l’anno. È riservato a chi dimostra che le sue difficoltà economiche sono peggiorate a causa di eventi indipendenti dalla propria volontà. La verifica dei documenti viene effettuata dalla Prefettura. In questo campo, l’anno scorso abbiamo usato tutto il fondo disponibile”.

Qual è l’altro meccanismo?
“Si chiama fondo di rotazione con il quale il Comune copre il debito pregresso nei confronti della proprietà. Da parte sua, la famiglia che accede a questo sistema, si impegna a restituire il prestito al Comune in tempi stabiliti. È un meccanismo virtuoso che responsabilizza le persone: circa l’80-85% rispettano l’accordo e versando il dovuto permettono ad altre famiglie di poterne usufruire”.

E in merito alla lotta all’abusivismo?
“A Cesano sono solo una decina i casi accertati, otto sono all’Aler. Questo è il risultato di un importante lavoro svolto in collaborazione con la polizia locale e la stessa Aler”.

Sembrano numeri poco credibili…
“Invece sono questi. Con Aler abbiamo un accordo: quando ha un appartamento libero, lo affida al Comune che lo assegna secondo una propria graduatoria. Chi subentra contribuisce a rimetterlo a posto e poi ottiene uno sconto sull’affitto. È importante non tenere gli immobili vuoti. In questo modo si scoraggia l’abusivismo”.
 
Da troppi anni Aler non interviene sul quartiere Tessera. Gli edifici necessitano di manutenzione, i servizi versano in uno stato che definire pessimo è un eufemismo…
“I lavori per la bonifica da amianto sono quasi finiti. Aler aveva stanziato 2milioni di euro per l’efficientamento energetico, ma i cantieri non sono ancora partiti. Sul fronte della pulizia negli edifici siamo al palo perché i loro bandi sono improponibili e nessuna azienda seria vi partecipa. Sul fronte riscaldamento, ogni anno ci sono problemi. Solo quando c’è il pericolo di grossi danni, intervengono, altrimenti i tempi sono biblici. Collabora con noi in merito alla lotta all’abusivismo, ma quando chiediamo un intervento, sparisce. Il caso più eclatante riguarda l’abbattimento delle barriere architettoniche. Ci sono persone che sono condannate a rimanere a casa perché impossibilitate a uscire e il loro problema si risolve solo quando muoiono”.



 

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