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Mercoledì, 04 Ottobre 2017 10:09
La sentenza

Papalia, no alla casa lavoro, sì alla vigilanza speciale In evidenza

Il boss della 'ndrangheta, da più parti definito il 'padrino' di Buccinasco era stato scarcerato lo scorso maggio dopo 25 anni di detenzione

Nella foto, Rocco Papalia il giorno della comunione della nipote Nella foto, Rocco Papalia il giorno della comunione della nipote

È  ancora socialmente pericoloso e nei suoi confronti deve essere mantenuta la "misura di prevenzione della sorveglianza speciale" con "obbligo di soggiorno" a Buccinasco "per 5 anni" ed è obbligato a "ricercare, compatibilmente con le imperfette condizioni di salute, un lavoro". Oggetto di questo enunciato è Rocco Papalia, una vecchia conoscenza degli investigatori che si occupano di criminalità organizzata, lotta al traffico di droga, sequestri di persona.

Senza fonte di reddito

Questa è la decisione della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Milano, che ha respinto l'istanza della difesa dell’uomo al lungo considerato il  boss dei boss della ‘ndrangheta. L’obbligo a cercarsi un lavoro è stato imposto dopo che la questura in una informativa ha fatto presente che allo stato dei fatti non si conosce quale sia "la sua attuale fonte di reddito". Papalia dal canto suo sostiene di "vivere con quello che guadagna la moglie, proprietaria di un negozio".  

No alla casa lavoro

I giudici milanesi, Fabio Roia, Veronica Tallarida e Ilario Pontani, quindi, pur riconoscendo la pericolosità di Papalia, hanno respinto la richiesta degli inquirenti di isolarlo in una casa lavoro lontano da Buccinasco. Hanno confermato il regime di sorveglianza speciale con una modifica: invece di tornare a casa dopo le 19,30, il boss l’obbligo del rientro alle 22.

128 anni di carcere

 Scarcerato lo scorso 5 maggio, nonostante la  condanna per l’omicidio di Giuseppe De Rosa, fuori da una discoteca milanese, Papalia era tornato libero grazie al calcolo del cumulo delle pene, nonostante fosse stato condannato a circa 128 anni di detenzione. Attualmente vive nella sua villetta di via Nearco a Buccinasco, parzialmente sequestrata ed espropriata. Tra gli obblighi imposti dai giudici c’è anche l’obbligo di cercarsi un lavoro, rispettare le leggi, non frequentare criminali.

La "carriera" criminale

Il Tribunale ha quindi respinto la domanda dell’avvocato difensore di Papalia che aveva chiesto la revoca del provvedimento di sorveglianza speciale confermando la sua pericolosità in quanto “facente parte di un’organizzazione criminale di cui era capo, finalizzata al traffico di stupefacenti, sequestri di persona, omicidi.”

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