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Domenica, 14 Maggio 2017 18:43
Il caso

Il boss alla comunione della nipotina: “Sono un uomo libero”

Per poter assistere alla cerimonia, Rocco Papalia si era rivolto al parroco don Maurizio Braga e aveva chiesto di spostare l’orario della funzione

Dopo 25 anni di carcere, Rocco Papalia ha partecipato questa mattina alla comunione della sua nipotina Dopo 25 anni di carcere, Rocco Papalia ha partecipato questa mattina alla comunione della sua nipotina

Comunione doveva esere e comunione è stata. Rocco Papalia, boss della ‘ndrangheta scarcerato un paio di settimane fa su decisione della Corte di Cassazione dopo 25 anni di carcere, ha partecipato questa mattina alla comunione della sua nipotina. Si è trattato della prima uscita in pubblico, per le strade di Buccinasco dello storico capoclan della cosca Papalia-Barbaro.

Le parole del boss

“Se ho sbagliato, ho pagato, ed oggi voglio rifarmi una vita con i miei familiari” sono state le uniche parole pronunciate dal boss prima di entrare nella santuario della parrocchia di Maria Madre della Chiesa dove lo attendevano amici, familiari e soprattutto la nipotina. Per poter assistere alla cerimonia, Papalia si era rivolto al parroco don Maurizio Braga e aveva chiesto di spostare l’orario della funzione perché, se fosse rimasto quello previsto prima della sua scarcerazione, non avrebbe potuto assistervi.

Sorvegliato speciale

La libertà di cui gode Papalia, che era stato condannato per sequestro di persona, traffico di droga, e omicidio, è subordinata al rispetto delle regole che impongono i tre anni di sorveglianza vigilata cui deve sottoporsi. Come sorvegliato speciale, deve fare rientro a casa alle 19.30 e rimanerci fino alle 7 del mattino. Temeva di non riuscire a rientrare in tempo.Lo spostamento della cerimonia aveva provocato numerose polemiche, nei giorni scorsi. Sul banco degli imputati era finito proprio don Brega. Sembrava che quello concesso fosse un privilegio riservato al boss. Il parroco si è difeso sostenendo che lo spostamento era stato accordato anche ad altre famiglie che ne avevano fatto richiesta.

La colpa? dei giornalisti

Tutto è filato apparentemente in modo tranquillo. All’uscita della chiesa, di fronte alle telecamere piazzate per riprendere l’evento, Papalia ha quasi urlato: "Sono un uomo libero, lasciatemi stare”, mentre i parenti hanno cominciato a inveire contro i giornalisti responsabili, a loro dire, di aver rovinato la festa.

 

 

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