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Giovedì, 27 Aprile 2017 10:59
Amministrative 2017

Carlo Benedetti: “La città ha bisogno di un nuovo welfare di comunità” In evidenza

Intervista al candidato sindaco della lista “Buccinasco beni comuni” alle elezioni amministrative dell’11 giugno

Nella foto Carlo Benedetti 57 anni, sposato e padre di due figlie, Katia di 25 anni e Marta di 21 anni Nella foto Carlo Benedetti 57 anni, sposato e padre di due figlie, Katia di 25 anni e Marta di 21 anni

“Vogliamo creare anche a Buccinasco una forza di sinistra a sinistra del Pd”. È l’obiettivo di “Buccinasco beni comuni” che alle prossime amministrative si presenterà al giudizio degli elettori con una propria lista e un proprio candidato: Carlo Benedetti, 57 anni, sposato e padre di due figlie, Katia di 25 anni e Marta di 21 anni, responsabile informatico in un’azienda di produzione. Tra i promotori di Rifondazione Comunista nel Corsichese, nel 1993 ha dato vita l’Associazione Culturale Liberamente.

La prima domanda viene naturale: perché l’area che fa capo all’ex Rifondazione comunista e alla galassia di sigle di sinistra, dal ’94 al 2012 sempre presente nelle fila della coalizione di centrosinistra, in questa tornata elettorale ha deciso di presentarsi da sola?
“È l’evoluzione di un percorso cominciato l’anno scorso che ha visto la presentazione di liste alternative di sinistra in molti comuni italiani. È una scelta dettata dalle tematiche che si sono sviluppate a livello nazionale, Jobs act, referendum costituzionale, scuola pubblica, appalti, che ci hanno convinto che non sia più possibile costruire alleanze con il centrosinistra anche a livello locale”.

È questo quindi il motivo che vi ha spinto a non partecipare alle Primarie?
“Stavamo riflettendo sul da farsi: non è stato il risultato delle primarie a convincerci sulla scelta”.

Agli occhi di un osservatore distratto potrebbe apparire come uno svincolarsi da un’alleanza che cominciava a starvi stretta. Si dice che se avesse vinto Arboit, avevate già l’accordo per confermare la coalizione. Come è andata?
“Non ci sono stati elementi di rottura né personale, né amministrativo. La stima per gli esponenti del Pd rimane intatta. Molti dei nostri simpatizzanti hanno votato alle Primarie. Io personalmente per Arboit, altri per Palone, altri ancora per Pruiti. Il nostro percorso era cominciato prima. Il nostro non vuole essere un cartello elettorale, ma vogliamo costruire un polo di sinistra, di vera sinistra che punta già in questa tornata ad andare al ballottaggio”.

Al ballottaggio?
“Sappiamo che è difficile, ma non siamo scesi in campo per vivacchiare. Certo è difficile, ma nessuno parte sconfitto, conosciamo le difficoltà, i numeri non sono a nostro favore, ma contiamo su tutte le persone che si riconoscono in una idealità comune. Avevamo proposto ai Verdi di aderire, ma loro hanno scelto un’altra strada”.

Voi fuori dalla coalizione, i Verdi fuori, l’Udc fuori: non state favorendo il centrodestra?
“Quello del voto utile è un cappio di moda da molti anni. Bisogna uscire da questa logica. Se io non mi riconosco né nelle persone, né nel programma, allora sì che il mio voto è davvero inutile. Vogliamo persone che rappresentino al meglio i nostri ideali e combattano le nostre battaglie, non dei surrogati. Non siamo contrari alle coalizioni, ma questa volta non c’erano le condizioni”.

Il vostro programma è pronto?
“Certo e lo stiamo già proponendo. Abbiamo contribuito a elaborare l’ultima variante di Pgt ponendo vincoli rispetto a edificabilità e uso dl suolo. Si potranno recuperare solo le aree dismesse del centro e qualche piccola area priva di particolare pregio. Vigileremo perché, chiunque vinca non esca da quanto seminato”.

Nella sua scheda personale ha scritto: “Ho portato avanti la mia attività in politica e nel sociale seguendo i principi dell’inclusione e del dialogo, concentrandomi sugli obiettivi più che sulle prese di posizione”. Come si traduce questa dichiarazione in programma amministrativo?
“Proponendo un nuovo modello di welfare di comunità, creando sportelli di ascolto che abbiano funzione istituzionale e sostegno, dando vita al “bilancio partecipativo” che coinvolga i cittadini nelle scelte di alcuni interventi sul territorio, istituendo il “bilancio di genere” che tenga presente la differente condizione femminile rispetto a quella maschile e dia risposte su questo fronte, dando vita al micro credito solidale, creando una migliore rete tra le associazioni”.

Da qualche tempo si parla di un nuovo palazzetto dello sport…
“Prima di pensare a nuovi impianti è necessario manutenere quelli esistenti. Bisogna rivitalizzare il campo Scirea prima che si degradi ulteriormente. Un nuovo palazzetto dello sport è un’ipotesi futuribile che può essere perseguita. Potrebbe essere destinato a pallavolo e basket, attività che a Buccinasco stanno ottenendo ottimi risultati”.

Quali sono le scelte sul fronte ambientale?
“Buccinasco ha un milione di metri quadrati di verde che deve essere reso tutto fruibile. Non concepisco aree verdi che non possano essere dotate di percorsi e strutture di aggregazione. In quest’ambito proponiamo il “sentiero verde” che colleghi parchi, scuole e luoghi pubblici in un unico e fruibile percorso. Vanno anche eliminati gli sprechi energetici. Secondo una stima, con l’acquisizione degli impianti di illuminazione da parte del comune, si potrebbero risparmiare 200mila euro da reinvestire nei servizi sociali”.

E quelle sul fronte urbanistico?
“Secondo noi, le risorse derivate da oneri di urbanizzazione, mai e poi mai dovrebbero alimentare la spesa corrente perché in caso di difficoltà poi obbligano al consumo del territorio. Le uniche aree recuperabili a Buccinasco sono quella di via Manzoni, e quella di via Mantegna su cui esiste una vecchia proposta per realizzare un parco per bambini da 0 a 10 anni attrezzato con strutture adeguate all’età”.

Un altro cavallo di battaglia della sinistra è il diritto alla casa, cosa proponete in quest’ambito?
“L’abitazione è un diritto primario. A Buccinasco il fondo di sostegno alle famiglie in difficoltà c’è già, noi proponiamo un fondo di garanzia per i proprietari che in caso di morosità incolpevole faccia intervenire alcune banche etiche per finanziare e garantire chi ha messo a disposizione i propri immobili. È necessario anche rilanciare l’edilizia pubblica. La popolazione di Buccinasco è formata da giovani e molti sono costretti a trasferirsi perché qui non trovano casa. Così si corre il rischio di svuotare la città. Il comune ha alcune aree in zone già edificate che potrebbero essere destinate a edilizia 167”.

Sperate davvero di andare al ballottaggio, in una realtà come quella di Buccinasco, o la vostra è solo un’altra utopia?
“Confermo che non partiamo battuti, sarà difficile, ma non partiamo battuti. L’obiettivo massimo è il ballottaggio, ma ci accontenteremmo anche di una buona rappresentanza il Consiglio comunale. E se non sarà per questa volta, lavoreremo per la prossima”.

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