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Mercoledì, 26 Aprile 2017 17:16
Amministrative 2017

“Sono un servitore dello Stato al servizio della città” In evidenza

Parla Nicolò Licata, candidato del centrodestra alla carica di primo cittadino di Buccinasco

Nicolò Licata, candidato del centrodestra alla carica di sindaco di Buccinasco Nicolò Licata, candidato del centrodestra alla carica di sindaco di Buccinasco

Ha 57 anni e porta il nome della città in cui è nato: Licata. Sposato, con due figlie “adulte e indipendenti” sottolinea, ha un nipotino. Si è laureato in scienze dell’amministrazione, ed è stato nominato cavaliere della Repubblica italiana. Oggi è luogotenente dei carabinieri in congedo. Dal 1996, Nicolò Licata, candidato del centrodestra alla carica di sindaco di Buccinasco, è stato il comandante della stazione dei carabinieri di Assago e per 8 anni ha avuto giurisdizione sul territorio di Buccinasco. Consigliere comunale ad Assago, capo gruppo di maggioranza e delegato alla sicurezza, è riuscito a far convergere sulla sua persona le aspettative di tutto il centrodestra: da Forza Italia alla lega, dai Fratelli d’Italia ai centristi popolari (che riuniscono Udc e tutta l’area di estrazione cattolica).  “La mia candidatura “ racconta “è stata presa dopo un lungo ma necessario confronto fra i vari soggetti politici impegnati sul territorio. Credo che i quattro partiti della coalizione che mi sostiene rappresentino la maggioranza dei cittadini di Buccinasco. Nel nostro gruppo ognuno può trovare il proprio riferimento politico e ideale. In questo momento stiamo ascoltando le opinioni e i bisogni della gente. Il primo obiettivo da raggiungere in caso di vittoria, è quello di mettere al primo posto la sicurezza e la legalità, elementi essenziali per una vera democrazia”.

Dal 1996 al 2004 è stato comandante della stazione dei Carabinieri di Assago, con giurisdizione su Buccinasco, conosce quindi molto bene le dinamiche che riguardano la richiesta di sicurezza dei residenti di Buccinasco in tema di microcriminalità e criminalità organizzata. A che punto è il contrasto a entrambe le tipologie di illegalità, rispetto al più recente passato?
“Rispetto alla criminalità organizzata, la differenza con il passato, è che la situazione è più chiara sia in ambito giudiziario, sia in quello investigativo. Oggi si ha un quadro molto più dettagliato della geografia criminale locale. Il controllo dei flussi finanziari permette poi di combatterla con maggiore possibilità di debellarla. In questo periodo storico quasi più nessuno brucia ruspe o spara contro le saracinesche, la criminalità usa strumenti economici finanziari attraverso i quali si muove in diverse direzioni”.

A Buccinasco il caso del Ritual ha fatto discutere a lungo: è questo l’esempio di come si muove la criminalità organizzata oggi? Così ricicla i proventi di attività illegali?
“Secondo la mia personale opinione, no! Il Ritual è un esempio di iniziativa non ragionata di alcuni soggetti legati alla criminalità, un tentativo maldestro di dar prova della propria esistenza. Non è a questo che mi riferisco quando parlo di strumenti economico-finanziari”.

E a cosa?
“Mi riferisco a operazioni svolte dai cosiddetti colletti bianchi che, grazie agli strumenti messi a disposizione degli inquirenti possono essere scoperte, poste sotto verifica e debellate”.

Il Ritual è quindi stato un incidente di percorso, il punto di contatto tra la nebulosa che ruota attorno all’illegalità e l’amministrazione pubblica?
“In ogni occasione, l’amministrazione locale deve dimostrare di essere attenta, puntuale e intransigente nel concedere permessi e licenze. Deve dare sempre prova di legalità, trasparenza e giustizia sociale. Sono questi tre punti fondamentali attraverso i quali si può tenere lontano ogni forma di infiltrazione mafiosa nel tessuto sociale cittadino”.

A proposito di contrasto alla criminalità, c’è guerra tra le diverse forze politiche per accaparrarsi la paternità della costruzione della nuova caserma dei carabinieri. Mater semper certa est, pater numquam. Chi è dunque il vero padre?
“Nessuno può attribuirsi la paternità: è una scelta che avrebbe fatto chiunque. La vera paternità va attribuita ai cittadini che da tempo esprimono una forte richiesta di sicurezza.”

Sin ora mancavano i soldi per costruirla, adesso dovrebbe rientrare tra i benefit della ristrutturazione dell’area ex Triveneta Cavi (Cabel). Qual è la sua posizione in merito a questa scelta?
“Ci possono essere altre soluzioni. Una, per esempio, potrebbe riguardare il progetto sicurezza da poco messo a punto dal governo che prevede di investire in iniziative che riguardano la sicurezza, avanzi di amministrazione non utilizzati per realizzare opere pubbliche. Per esempio, ad Assago si costruirà una caserma della Finanza attingendo a questo tipo di risorse”.

E dove impiegherebbe gli oneri derivanti dalla ristrutturazione della Cabel?
“La sicurezza non dipende solo da una caserma, ma è fatta di mille altre iniziative. Quei fondi potrebbero finanziarle rendendo Buccinasco una città con un alto livello di sicurezza”.

Molti addebitano al sindaco uscente Maiorano un immobilismo che ha reso Buccinasco una città priva di identità e ricca solo di problemi irrisolti. Qual è il suo giudizio?
“Maiorano ha svolto il suo compito mantenendosi nell’ordinario senza aver voluto prendere le misure straordinarie necessarie per riqualificare la città. Non ha dato, per esempio, alcuno stimolo alle attività economico-produttive locali, che sono le uniche a poter generare risorse necessarie ai fabbisogni della città”.

Buccinasco Più è un altro tasto dolente del rapporto amministrati – amministratori pubblici. Come se ne viene fuori?
“La soluzione va individuata nell’ambito delle direttive europee e deve essere di competenza regionale. È una questione di cui mi occuperò in prima persona, se sarò eletto alla carica di primo cittadino. L’eventuale via d’uscita non deve gravare in alcun modo sulle casse comunali né sui cittadini proprietari di quelle case”.

La battaglia politica nella corsa alla poltrona di primo cittadino si sta combattendo anche sul prolungamento della MM4 sino a Buccinasco. Qual è la posizione del centrodestra su questo argomento?
“Tutti saremmo lieti se ci fosse una fermata della metropolitana a Buccinasco. La nostra città è legata a doppio filo alla realtà metropolitana, non è un territorio a sé stante. Bisogna però essere realisti e tener conto dell’effettiva possibilità che si possa realizzare senza prendere in giro i cittadini elettori. Alcuni comuni del comprensorio, per esempio, si sono già detti contrari alla realizzazione dello studio di fattibilità. Non solo. Se anche questo passaggio fosse superato, il comune dovrebbe impegnare ingenti risorse che oggi non ha. Per la fermata di Assago, quel comune ha contribuito con milioni di euro che ha reperito attraverso i privati. Buccinasco non ha le stesse opportunità. Prima della metropolitana sarebbe quindi opportuno riorganizzare e ottimizzare la rete dei trasporti, questa sì di più facile realizzazione. Una buona riorganizzazione otterrebbe forse gli stessi effetti e in tempi più brevi di una stazione della   metropolitana”.

Un altro tema di questa campagna elettorale è la trasparenza. Continuano gli appelli del candidato del centrosinistra a pubblicare la propria fedina penale e la propria dichiarazione dei redditi in modo che gli elettori sappiano a chi danno il voto. Lei cosa intende fare in quest’ambito?
“Se il candidato del centrosinistra si collegasse con il sito del comune di Assago troverebbe tutti i dati che gli interessano. Sino a pochi giorni fa ero capogruppo in consiglio comunale e i miei dati sono pubblici. Io vivo con la pensione che mi sono guadagnato in tutti gli anni di servizio nell’Arma dei Carabinieri come servitore dello Stato. Più trasparente di così…”

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