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Lunedì, 27 Febbraio 2017 09:47
Amministrative 2017

Bini Smaghi: “Riportiamo l’educazione civica nelle scuole” In evidenza

Catapultato in consiglio comunale da una serie di eventi che hanno visto protagonisti gli eletti nella lista dell’Udc alle amministrative del 2012, ha le idee chiare per le prossime elezioni

Filippo Bini Smaghi, al centro nella foto, Udc, propone il ritorno all'educazione civica nelle scuole di Buccinasco Filippo Bini Smaghi, al centro nella foto, Udc, propone il ritorno all'educazione civica nelle scuole di Buccinasco

Ha venticinque anni ed è uno dei politici più giovani di Buccinasco. Frequenta la facoltà di scienze politiche alla Cattolica, e sta preparando la tesi per la laurea magistrale. Da quattro anni, dalla morte del padre, ha “sentito” il dovere di impegnarsi nell’azienda di famiglia, di cui non si era mai interessato, cominciando non dal vertice, visto i natali, ma dalla base. Filippo Bini Smaghi, quando lo si conosce, sembra uno di quegli esseri in via di estinzione: è misurato, parla sottovoce di valori, di famiglia, di impegno civico. Alla politica si è avvicinato per compiacere suo padre, animatore e fondatore del circolo culturale La Pira. È stato catapultato in consiglio comunale da una serie di eventi che hanno visto gli eletti nella lista dell’Udc alle amministrative del 2012, trasferirsi o candidarsi in altri comuni. Così, dall’ottobre dello scorso anno siede sui banchi dell’assise cittadina.

In gennaio ha fatto il giro degli uffici del Municipio per sentire dai responsabili dei diversi settori come lavorano e quali sono le criticità che devono affrontare ogni giorno. Che cosa ha scoperto?
“In generale, ci sono settori in cui le risorse umane sono davvero risicate rispetto ai compiti che devono assolvere. In particolare, nell’ambito dell’Urbanistica ho trovato personale che è ancora spaventato dalle vicende che hanno interessato quegli uffici: ha ancora timore di fare delle scelte, di proporre atti. In questo modo la macchina comunale rimane monca. Per sconfiggere il timore, bisogna affrontarlo altrimenti si rischia di vivere male e operare altrettanto male”.

La partecipazione della gente comune alle attività politiche è un altro suo chiodo fisso. Che dovrebbe fare la politica a livello locale per combattere l’indifferenza dei cittadini?
“Anche in questo caso più che indifferenza è timore. Fare politica con persone serie non deve far paura. Se la politica si comportasse in modo trasparente, non spaventerebbe alcuno. I cittadini devono capire che non tutti sono corruttibili o coinvolti. A Buccinasco ci sono persone serie che possono governare assieme ai cittadini, coinvolgerli nelle scelte”.

Che cosa rimprovera alla giunta Maiorano di non aver fatto o di aver fatto male durante la sua amministrazione?
“L’Udc è stata in maggioranza sino allo scorso giugno. Poi la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la decisione di diminuire i contributi all’asilo parrocchiale. È una decisione legittima, in un piano di riduzione dei costi, ma perché è stato penalizzato solo l’asilo parrocchiale? Ospita 350 bambini che comunque non andrebbero in altre scuole. In questo caso ha vinto l’ideologia che predica contro le scuole private. Noi siamo perché ognuno possa scegliere e che tutti, studenti e scuole, abbiano le stesse opportunità. La giunta Maiorano, per i primi due anni non ha fatto nulla, anzi non ha nemmeno tentato di fare qualcosa. Invece Buccinasco aveva bisogno di ripartire dopo il commissariamento”.

Le emergenze, se ce ne sono, che la prossima giunta dovrà affrontare?
“Sicurezza, fognature, scuole, trasporti. Nel primo caso è necessario, da parte delle forze dell’ordine, una maggiore presenza sul territorio per combattere micro e grande criminalità. Nel secondo, servirebbe un piano di investimenti perché il sistema fognario è vecchio e mostra preoccupanti segni di usura e cedimento: a ogni pioggia intensa si teme che i tubi scoppino. Anche gli edifici che ospitano le scuole sono vecchi e devono essere messi a norma. Le toppe che in questi mesi si stanno mettendo, non servono a nulla, sono solo uno spreco di soldi pubblici. Sui trasporti è necessario fare pressioni su Milano affinchè prolunghi l’orario delle linee extraurbane o istituisca bus navetta in orario notturno”.

Sarà lei il candidato sindaco della lista Casini, o meglio ci sarà una lista Udc alle prossime amministrative?
“No, io sono troppo giovane. Una mia candidatura sarebbe prematura. Sto imparando. La lista Udc, invece, ci sarà. In questi giorni stiamo discutendo di alleanze. Stiamo dialogando con tutti, ma credo che, dal punto di vista ideologico, con Pruiti e Palone non ci siamo mai ritrovati. Siamo più vicini ad Arboit e se dovessi scegliere io, sceglierei proprio Davide Arboit, mentre con gli altri due rimarrebbe il rispetto reciproco”.

Ha senso che il centrodestra si presenti frazionato in mille liste?
“Stiamo lavorando per presentarci uniti all’elettorato. Il problema, sono i candidati. Cortinovi è una bravissima persona, ma ha già perso nel 2012. La vedrei bene come assessore all’istruzione, perché quello è il suo ambito. È necessario individuare un personaggio con il quale poter dialogare, ma che abbia buone possibilità di vincere. Valuterei anche l’opportunità di presentare all’elettorato un candidato sindaco assieme alla squadra che, se eletta, governerà il paese”.

Non lo fa mai nessuno, nonostante le promesse…
“Non lo fanno perché tutti aspettano di contare i voti. Poi li pesano e chi ne ha di più si prende il meglio. Questa è la vecchia politica, noi vogliamo cambiarla”.

Facciamo un’ipotesi: con il centrodestra o con il centrosinistra?
“A oggi andrei da solo”.

Lei ha scritto: “Per l’importante presenza di bambini, ragazzi e giovani, sarebbe opportuno investire sulla loro cultura, sperando così che da adulti possano porre rimedio ai gravi errori delle generazioni che li hanno preceduti e impoveriti”. Può un comune incidere in un ambito di questo tipo?  Investire sulla loro cultura, può aiutare a combattere l’illegalità?
“Visto la perdita di valori sociali, credo che sarebbe utile reintrodurre nelle scuole, anche a livello locale, l’educazione civica cancellata dai programmi ministeriali. Il risultato è che pochi conoscono i valori che tengono unito  il nostro paese. Tornare a insegnarli dovrebbe essere l’obiettivo principale di ogni politico che si rispetti”.


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