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Giovedì, 23 Febbraio 2017 14:42
Ripristinata la legalità

Con le ruspe alla "riconquista" degli orti della ‘ndrangheta In evidenza

Tra i tenutari delle aree, ci sono nomi eccellenti del panorama criminale locale

Tra i tenutari degli orti abbattuti con le ruspe, ci sono nomi eccellenti del panorama criminale locale Tra i tenutari degli orti abbattuti con le ruspe, ci sono nomi eccellenti del panorama criminale locale


Le ruspe sono arrivate all’alba e, nella nebbia, hanno cominciato ad abbattere le baracche porta attrezzi (in bassato hanno nascosto ben altro) degli orti dei clan in via dei Lavoratori. Così in poche ore, quello che per oltre trent’anni è stato il simbolo intoccabile delle ‘ndrine che fanno il bello e il cattivo tempo a Buccinasco e dintorni, è stato smantellato. Tra i tenutari degli orti, ci sono nomi eccellenti del panorama criminale locale, come quello di Francesco Tropiano, catturato proprio qui nel 2004, dopo una latitanza durata due anni (era stato condannato a 13 anni per traffico di droga nel maxiprocesso Nord-Sud contro la ‘ndrangheta).

Il fior fiore

Gomito a gomito con qualche pensionato che qui trascorreva il suo tempo libero, c’era il fior fiore degli esponenti di famiglie con cognomi tipo Trimboli, Cannata, Perre, tutte legate al clan della ‘ndrangheta Barbaro-Papalia.  E che il luogo fosse frequentato dai Barbaro lo testimoniano i filmati delle telecamere nascoste installate dai carabinieri che la mattina del 22 gennaio 2010 ripresero Rocco Barbaro e il cugino Giuseppe Molluso, mentre si passavano di mano un fucile appena prelevato da una delle baracche. Quello che per alcuni rappresentava un passatempo, per altri erano luoghi di summit durante i quali decidere imprese criminali, trafficare droga, nascondere armi. Il tutto tra qualche capretta, qualche gallina e un cavallo.

Incendiata l’auto del sindaco

Questa storia durava da trent’anni. Da questa mattina è finita, si è concluso un procedimento avviato tre anni fa vicesindaco Rino Pruiti. In passato si era già provato a ripulire l’area. Si era nel 2004, ma il blitz tentato quell’anno era stato bloccato dagli occupanti. Ci furono un paio di conseguenze: all’allora sindaco Carbonera fu incendiata l’automobile e inviato un proiettile. Le baracche invece erano rimaste come prima. 
"Finalmentee si è conclusa una lotta iniziata nel 2013, e la legalità è stata ripristinata", ha sottolineato il vicesindaco Rino Pruiti, presente all’abbattimento di ieri mattina. "Questi sono abusi che una società civile non può tollerare - ha aggiunto il sindaco Giambattista Maiorano 

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