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Sabato, 28 Gennaio 2017 09:06
Primarie del centrosinistra

Rosa Palone: la città deve fare un salto di qualità In evidenza

Parla il terzo candidato alle primarie della coalizione del centrosinistra a Buccinasco

Un'immagine di Roza Palone. candidata sindaco alle primarie per la carica di sindaco Di Buccinasco Un'immagine di Roza Palone. candidata sindaco alle primarie per la carica di sindaco Di Buccinasco

A 17 anni ha deciso di misurarsi con il volontariato. Per dar vita a un progetto teatrale ha cominciato a frequentare il Beccaria, il carcere minorile di Milano. Il teatro era solo un pretesto per mettere a confronto un gruppo di adolescenti, di cui lei faceva parte, e un gruppo di giovani detenuti. In quella occasione ha imparato parecchio sulla fragilità che affligge tutti gli adolescenti, detenuti e no. Rosa Palone, il terzo candidato alle primarie della coalizione del centrosinistra, si è avvicinata alla politica nel 2007 quando Maurizio Carbonera fu sconfitto dal centrodestra di Loris Cereda. Uno dei primi atti della nuova giunta fu di togliere un immobile confiscato alle mafie, assegnato all’associazione Libera. A Buccinasco scoppiarono mille polemiche e si organizzarono numerose manifestazioni di protesta.

Fu quella l’occasione per cominciare a capire un territorio che sino a quel momento non aveva vissuto. Detto fatto. Divenne volontaria di Libera contro le mafie, dove, dice, “si è formata la mia coscienza civica, i miei ideali si sono rafforzati”. E gli ideali erano talmente forti che giovanissima, in poco tempo diede vita a “Legalmente” un’associazione che promuoveva iniziative antimafia. Una delle manifestazioni di maggior successo organizzata con la collaborazione di altri gruppi di volontari, fu una biciclettata che seguiva un percorso che collegava tutti gli immobili allora sequestrati alla ‘ndrangheta. A ogni tappa raccontava ai partecipanti chi aveva vissuto in quelle case, chi aveva occupato quelle ville, perché erano state sequestrate e cosa si poteva e voleva fare dentro.


Con l’arresto dell’ex sindaco Cereda, che osteggiava ogni tipo di manifestazione antimafia, gli scattò la molla: indignarsi non le bastava più, non era più sufficiente. Decise di impegnarsi in prima persona. Così contribuì alla nascita della lista civica “Per Buccinasco”, gruppo con il quale si candidò alle amministrative del 2012. Fu la donna che raccolse il maggior numero di preferenze. Non male, visto che quello era il primo tentativo.

Compiuti 25 anni è stata eletta presidente del Consiglio comunale di Buccinasco, una città complessa, con 27 mila abitanti, con 1 milione di metri quadrati di verde pubblico, e, secondo le inchieste condotte dalla magistratura milanese, colonizzata dalla 'ndrangheta. A trent’anni si è candidata alla carica di primo cittadino e parteciperà alle primarie della coalizione del centrosinistra.

Lei è il presidente del Consiglio comunale a Buccinasco e dirige le sedute con piglio deciso, qualcuno dice autoritario. Che cosa risponde a chi dice che è una dei pochi a portare i pantaloni all’interno della coalizione che governa Buccinasco?
“Dirigo il Consiglio come credo vada fatto. L’essere donna non significa che debba comportarmi in modo meno autorevole o meno rigoroso. La stessa Costituzione non prevede differenze di genere, e io applico semplicemente la Costituzione”.

Perché, alle primarie, gli elettori del centrosinistra dovrebbero votare per lei invece che per gli altri due candidati?
“Senza voler peccare di presunzione penso di essere la persona giusta per mediare tra le diverse anime del centrosinistra. Tutti riconoscono le mie capacità di mediazione e sono convinta di riuscire a convincere gli elettori della sinistra Pd, insoddisfatti della candidatura di Arboit, a darci il loro voto. Collaboro da sempre con loro, mi sono battuta per l’elezione di Sala a Milano, sono sicura che mi ascolteranno”.

Molti si stanno orientando verso il M5s…
“Credo che se anche il centrosinistra decidesse di rinnovarsi, potrebbe recuperare molti voti che attualmente confluiscono sul M5s. La mia persona è vista di buon occhio. Chiedo solo di valutare le idee e i programmi, poi chi vuole vota”.

Le primarie si terranno il 12 marzo. Avete già deciso quali sono le tappe del confronto?
“Gli appuntamenti saranno diversi. Il 9 febbraio, per esempio, alla cascina Robbiolo presenterò le mie proposte. Sarà l’occasione, per chi vorrà, di conoscermi e di entrare nel merito del mio programma”.

In che cosa si differenzia da quello degli altri candidati?
“È semplice. Pruiti e Arboit hanno già governato. Hanno lavorato per rendere reale il motto della giunta Maiorano: “Far tornare Buccinasco un paese normale”. Era quello che serviva dopo l’esperienza Cereda. Il comune è cambiato, si sono riscritte le regole per farlo funzionare. Adesso è il momento di andare oltre, di rendere il paese più moderno, più innovativo, di farlo competere con le migliori realtà della Lombardia. Abbiamo potenzialità enormi e credo di essere la persona giusta per poter avviare questa trasformazione. Dobbiamo fare un salto di qualità e per questo serve una figura diversa”.
 
Buccinasco, a sentire gli altri candidati, è rimasta a lungo paralizzata per le conseguenze della caduta della giunta Cereda. È sicura che non si potesse fare di più?
“Nei primi tre anni, no! C’era bisogno di cambiare le regole, non potevamo scendere a compromessi. Forse si poteva fare di più, ma la giunta non è stata in grado di dare quella spinta necessaria a modernizzare il paese. A volte è mancato l’entusiasmo: non abbiamo osato osare.”

Lei è una “creatura” di Pruiti?
“Rino Pruiti ha contribuito a farmi capire come funziona la macchina. È stato il mio tutor. Mi ha spiegato tutto in termini oggettivi e senza alcuna remora. Gliene sono grata”.

Gli è grata, ma intanto si è candidata contro di lui…
“La scelta della doppia candidatura è stata condivisa. Lui ci tiene a diventare sindaco, ma non mi ha mai ostacolato. Sono stati altri che mi hanno chiesto di fare il classico passo indietro, lui no!”

Chi le ha chiesto di fare il passo indietro?
“Esponenti del centrosinistra di cui non posso fare i nomi”.

Se lei dovesse vincere, cosa farebbe per consolare sia Arboit, sia Pruiti?
“Non credo che vorranno essere consolati. Potranno dedicarsi ad altre attività, ad altri ruoli. Sono sicura che ne troverebbero uno che contribuisca al miglioramento della vita cittadina”.

Quali sono le sue priorità?
“Scenderò in campo con tre cavalli da battaglia. Il primo riguarda la sicurezza. È un tema che va affrontato in maniera seria. Bisogna lavorare sul tessuto sociale e realizzare azioni concrete per migliorare la vita in termini di qualità e sicurezza, e la percezione che ne hanno i residenti. In che modo? Organizzando un tavolo attorno al quale riunire tutte le forze dell’ordine assieme a tutte le agenzie che fanno sicurezza sul territorio. L’obiettivo è creare un meccanismo che permetta lo scambio di informazioni, informazioni che diano un quadro reale della situazione. Proporrò anche ai comuni di Assago e Corsico di attivare dei varchi sulle strade di collegamento fra le tre città con telecamere in grado di riconoscere se l’auto è rubata o se è priva di assicurazione. In caso di necessità i file sarebbero consegnati subito alle forze dell’ordine. Questo potrebbe rivelarsi un servizio anti microcriminalità, ma anche anti ‘ndrangheta”.

Qual è il secondo cavallo da battaglia?
“Il verde pubblico attrezzato. È un patrimonio immenso. A Buccinasco abbiamo venti parchi pubblici attrezzati: sono una risorsa che ci contraddistingue dagli altri comuni del Milanese. Vogliamo essere riconosciuti come la città del verde, fruibile in modo ottimale. Qui gestiamo un milione di metri quadrati di verde pubblico. Per ogni residente sono disponibili 45 mq. Mentre la media regionale è di 18. I costi sono enormi, perciò è necessario una gestione diversa. Per esempio tramite convenzioni che il comune stipula con associazioni o con privati che vogliano occuparsene”.

Perché non lo fate già da adesso?
“Perché mancano le regole. Sono ancora da impostare, ma questa potrebbe essere la strada giusta. Come strada giusta potrebbe essere la creazione di verde “spontaneo” sulle aree marginali”. 

Che cosa significa?
“Con un piccolo investimento iniziale si seminano essenze tipiche della pianura padana in aiuole o pezzetti di terreno difficili da manutenere. In questo modo si creano piccoli ambienti che favoriscono il ritorno di un sistema biologico ormai in via di estinzione”.

Parliamo del terzo cavallo?
“Riguarda l’innovazione sociale. Il comune deve poter offrire servizi ed esperienze nuove alle famiglie dei residenti. Il welfare oggi non risponde più alle loro esigenze. Buccinasco ha le risorse economiche per affrontare il rinnovamento. Servono idee, associazioni e giovani per creare un tessuto vivo della città. Oggi ogni iniziativa organizzata sul territorio dipende dai contributi del Comune. Secondo me il ruolo del comune deve essere diverso, deve mettere le associazioni nelle condizioni di camminare con le proprie gambe. Deve formare i volontari a reperire le risorse necessarie alle loro attività preparandoli ad attingere ad altre fonti, per esempio ai fondi europei. Questo non vuol dire che chiuderemo i rubinetti dei contributi, ma solo aiutare i diversi gruppi a diventare autonomi. Il volontariato è una risorsa irrinunciabile e creare per esempio degli spazi di co-working potrebbe avviare sinergie impensabili sino a poco tempo fa”.

L’intervento nel sociale si esaurisce qui?
“No, naturalmente. Un altro esempio è quello delle mamme che lavorano. Hanno l’esigenza di asili con orari di ingresso e uscita differenziati.  Vorremmo perciò sperimentare asili nido e scuola d’infanzia aperti in fasce orarie serali per mamme che lavorano in quel periodo di tempo. Non vogliamo che siano discriminate rispetto a quelle che sono impegnate durante il normale orario di ufficio. In quest’ambito non abbiamo dimenticato i papà separati. Tra di loro ci sono nuove povertà che emergono: perdono la casa, hanno un mutuo da pagare, affitti alti. Abbiamo individuato una struttura in via Odessa che potremmo utilizzare sia come “casa per papà separati”, in cui possano portare i propri figli, sia come luogo in cui gli stessi figli possano giocare tra di loro”.

In chiusura non possiamo non parlare di mobilità e accennare al prolungamento della MM4…
“Questo progetto è una priorità che dovrebbe essere condiviso da tutte le forze politiche di Buccinasco. Se mi dessero la certezza dell’approvazione del prolungamento, sarei disposta anche a perdere le primarie…”

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