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Lunedì, 23 Gennaio 2017 10:33
L’intervista

David Arboit: Ecco la Buccinasco che sogno In evidenza

Parla l’assessore all’Istruzione, Sport e Tempo libero al Comune di Buccinasco, candidato sindaco del Pd alle amministrative che si terranno in primavera in città

David Arboit, candidato sindaco del Pd alle amministrative che si terranno in primavera in città David Arboit, candidato sindaco del Pd alle amministrative che si terranno in primavera in città

Ha 58 anni ed è sposato da 28. Il suo matrimonio gli ha regalato tre figli, due maschi e una femmina, e tre nipotini. È nato in Svizzera, dove suo padre, artista non famoso ma capace di mantenere la propria famiglia con il suo lavoro, ha conosciuto sua madre. Ha, come ama dire, una laurea e mezza. La laurea è in Filosofia, la mezza in Fisica. È il risultato di due anni di studi in Fisica, prima della scoperta della sua passione per la Filosofia. “Critica della ragion pura” di Kant e “Fisica delle particelle” sono stati i libri di riferimento del periodo pre e post università. Lui è David Arboit, assessore all’Istruzione, Sport e Tempo libero al Comune di Buccinasco, candidato sindaco del Pd alle amministrative che si terranno in primavera in città.

Da quando vive a Buccinasco?
“A fine università mi sono sposato e ho cominciato a lavorare nel campo dell’editoria scolastica. Abitavo a Corsico, poi, dal ’95 mi sono trasferito a Buccinasco. Nel ’96, con la fondazione del circolo Acli “Il sogno”, è iniziato il mio impegno in ambito sociale. La discesa in campo politico è avvenuta nel 2007 quando ho sostenuto l’allora candidato sindaco Carbonera. Sono stato anche socio fondatore del Pd di Buccinasco e segretario del partito”.

Chi sono gli altri candidati del centrosinistra alla guida della città?
“I nomi non sono ancora tutti noti. Certamente saranno in gara Rino Pruiti e Rosa Palone, ma la loro candidatura non è ancora ufficiale”.

Il centrosinistra gareggerà con la stessa coalizione o sono in corso trattative per allargarla?
“Trattativa è un’espressione che non mi piace. Noi guardiamo al percorso di grande coesione che si è fatto insieme. È evidente che non c’è ragione di non riproporre la stessa squadra. Se poi sarà possibile allargarla ad altre forze è un’opzione che valuteremo tutti insieme”.

Quali potrebbero essere le altre forze da aggregare?
“Potrei dirle quali non potrebbero essere. No al M5s, ma non perché ci sono antipatici, ma perché vogliono sempre andare da soli. No alla Lega perché ci divide la visione del mondo e delle persone.”

La politica è anche narcisismo elevato all’ennesima potenza, non teme che se qualche candidato alle primarie non dovesse essere “il candidato” del centrosinistra, la coalizione potrebbe perdere dei pezzi?
“In politica tutto è possibile, ma credo sarebbe sciocco. È vero che la politica è narcisismo, ma quando è troppo fa perdere”.

Maiorano ha denunciato il clima ostile che lo ha accolto in municipio sin dal primo giorno del suo insediamento: denunce anonime a raffica, esposti alla procura.  Se dovesse vincere, che clima crede di trovare?
“Se devo fotografare oggi il palazzo comunale sono assolutamente tranquillo. Ho rapporti cordiali e collaborativi con tutte le persone che lavorano con me. Non ho riscontrato sinora nessun tipo di ostilità”.

Il Partito Democratico deve definire il programma da sottoporre al giudizio della cittadinanza. Lei ha già le idee chiare sulla direzione che dovrà prendere?
“Idee chiare è una parola grossa. Certo, ho dei progetti. Per esempio nei cinque anni di governo non siamo riusciti a rispondere adeguatamente alle società sportive in merito ai problemi strutturali che lamentano. Un esempio è il centro sportivo Scirea su cui lacci e lacciuoli di tipo burocratico ci hanno impedito di risolverli. Lo stesso vale per il campo Manzoni e la palestra di via dei Mille. Abbiamo programmato tanti interventi, ma sono ancora insufficienti per garantire strutture efficienti. L’esperienza maturata in questi anni ha prodotto poi progetti che saranno discussi con i residenti: sono loro che devono approvarli o bocciarli. Le primarie saranno l’occasione per farlo. Saranno anche l’occasione per discutere di alcune situazioni che ci sono rimaste sul groppone”.

Tipo?
“Tipo il quartiere Buccinasco più. In quella zona, la giunta Cereda ha piantumato una discarica che sta provocando numerosi problemi. Ci sarà bisogno di capire come venirne fuori. È stato fatto uno studio che ipotizza una spesa di 12 milioni di euro per una bonifica degna di tal nome. È impensabile che Buccinasco spenda una cifra del genere da sola. Bisognerà quindi valutare se chiedere l’intervento dello Stato”.

In tema di sicurezza e di lotta alla criminalità, a che punto è la realizzazione della nuova caserma dei carabinieri? 
“C’è stata una lunga trattativa con il Comando dei carabinieri che ha canoni e criteri d’intervento tutti suoi. Una volta acquisiti, si sta trattando con l’azienda che ha rilevato la Cabel (ex Triveneto Cavi ndr) che presenterà un piano di lottizzazione. Il piano comprenderà anche la realizzazione della nuova caserma. Si devono definire i dettagli tecnici ed economici, ma la sua costruzione è una certezza”.

‘Ndrangheta e Buccinasco sono un binomio che le cronache associano spesso e volentieri. Che cosa si potrebbe fare per scindere quest’accoppiata che lascia sempre e comunque una macchia sulla città?
"In quest’ambito si gioca con degli stereotipi. La ‘ndrangheta non è solo a Buccinasco, Si è scoperto che la Lombardia è la Calabria del Nord, è una regione ricca, dove è possibile riciclare denaro sporco. “Pecunia non olet”. Molti imprenditori hanno fatto proprio questo slogan che è la base su cui poi crescono mentalità corrotte. La ‘ndrangheta e i relativi comportamenti appartengono ai soggetti, non alle città. Buccinasco ha una sua storia. Grazie al lavoro della magistratura e dei carabinieri che hanno avviato e concluso inchieste come Cerberus, Parco Sud 1, Parco Sud 2, si è individuato il coinvolgimento di specifiche persone con la mafia o ‘ndrangheta che fosse”.

Come si combatte a livello istituzionale questo coinvolgimento?
“Il nostro fiore all’occhiello è un’iniziativa culturale scolastica chiamata “Buccinasco contro le mafie”. Abbiamo investito risorse mettendoci al servizio del principio del rispetto delle regole. È un programma di educazione alla legalità, ispirato dal giudice Gherardo Colombo, che parte dalle scuole materne e si conclude alle medie”.

Sul fronte della mobilità urbana e interurbana, gli snodi da risolvere vertono sulla direttrice Buccinasco Milano e Buccinasco Assago: quali sono le soluzioni ipotizzate?
“È difficile individuare soluzioni. Il Comune, insieme agli altri comuni della zona dovrebbe sedersi a un tavolo con Atm e Milano per ridiscutere il sistema dei collegamenti. I singoli comuni sono in una posizione di estrema debolezza nei confronti di Atm e Milano che non comprendono una semplice realtà: favorire il trasporto pubblico nell’hinterland milanese alleggerisce il traffico sul capoluogo. Quello che serve è produrre uno studio di fattibilità serio che individui gli interventi da fare sulle linee extraurbane e poi cercare di farlo adottare da Atm. Noi però abbiamo in mente anche interventi a basso impatto ambientale che favoriscano l’utilizzo di auto e bici elettriche”.

Il progetto del prolungamento della linea 4 della metropolitana è a lungo termine. Attualmente quali sono i punti fermi di questo piano?
“A oggi sul tavolo c’è solo il consenso dei comuni interessati a produrre uno studio di fattibilità, senza il quale non si va da nessuna parte. Il costo dello studio è di circa 100mila euro ed è sostenibile da parte dei soggetti in campo. Una volta ottenuto lo studio e individuato il bacino di utenza si comprenderà se ha senso fare o non fare la MM4. Poi bisognerà reperire i finanziamenti. Diciamo che forse solo dopo il 2023 sarà possibile prendere in considerazione il prolungamento”.

Ipotesi di interventi sul Pgt?
“Stiamo approvando una variante che prevede importanti interventi sull’area Cabel. Per il futuro, l’obiettivo è: no al consumo di suolo, sì al recupero di alcune aree fatiscenti e aree dismesse attorno alla Chiesetta, su via Emilia, su via Don Minzoni. Li vorremmo creare il centro della città, un sogno che abbiamo ripreso nel 2012 e su cui abbiamo lavorato senza riuscire a cavare un ragno dal buco”.

Entrato in consiglio comunale nel 2012 come eletto nella lista del PD, è stato capogruppo per metà del mandato, poi, nel novembre del 2014,  è entrato in giunta. Adesso è candidato sindaco. La sua è una carriera politica sembra inarrestabile. Dopo Buccinasco dove punta?
“Ammesso e non concesso che si riesca a vincere, fra cinque anni ne avrò 63. Arrivato a quell’età è mia intenzione “rottamarmi”, il che non vuol dire non avere altri ruoli. Mi piacerebbe far crescere una nuova classe dirigente che continui il nostro lavoro”.

Ci sono le basi?
“Sì e sono ottime”.

Quando si terranno le primarie?
“La data ipotizzata è il 12 marzo”.

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