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Sabato, 16 Giugno 2018 14:30
La polemica

Buccinasco e il teatrino della politica: muro contro muro sui diritti umani

Scontro in Consiglio comunale sull'ordine del giorno proposto dalla maggioranza contro le recenti frasi dei ministri Salvini e Fontana su immigrati clandestini e famiglie gay e approvato tra passaggi su relativismo e passi del Vangelo

Nellìimmagine una seduta del Consiglio comunale di Buccinasco Nellìimmagine una seduta del Consiglio comunale di Buccinasco

di Antonio Casa

Per un'ora in Consiglio comunale di Buccinasco si è recitata una commedia delle parti degna del miglior teatrivo della politica (di periferia). L'aula e il dibattito si sono elevati fino a sembrare d'essere a Montecitorio o Palazzo Madama. Lo scontro è avvenuto su concetti elementari come i diritti umani riferiti a immigrati e coppie omosessuali, in seguito alle recenti dichiarazioni dei ministri Salvini e Fontana. Temi nobili, peccato che il dibattito, di nobile ha avuto ben poco. E' successo l'altra sera, durante la discussione che si è scatenato dopo la lettura dell'ordine del giorno preparato nei banchi della maggioranza consiliare e letto in aula da Luisa Pezzenati, dopo che a inizio seduta era stato deciso di anticiparne la discussione rispetto a interrogazioni ed interpellanze.

La miccia

In qualità di consigliere delegato per l'integrazione sociale, Pezzenati (Pd) ha fatto riferimento all'articolo 2 della Costituzione, ai 3 euro con cui sono pagati molti immigrati nel lavoro sui campi, all'aumento del numero delle morti nel Mediterraneo nonostante il calo dei cosiddetti “sbarchi” e la frase del ministro dell'Interno: “Per i clandestini è finita la pacchia”. Per le liste che sostengono il sindaco Pruiti è da condannare anche la frase dell'altro ministro leghista Fontana: “Le famiglie gay non esistono”. Sui punti Pezzenati ha posto un invito ai colleghi, molto somigliante a un aut aut: “Qui si vota sì o no”. Come dire: le astensioni non esistono. Il modo per accendere la miccia.

Opposizioni sui libri di storia e filosofia

Mentre Licata (Fi) , dissociandosi dal contenuto dell'odg, ha ricordato: “Il termine gay non è contemplato dalla Costituzione, la questione è stata superata dai successivi chiarimenti dei diretti interessati. Sarebbe meglio che il Consiglio si occupi di problemi locali”, Caterina Romanello (Buccirinasco) è andata oltre: “Io non solo mi dissocio da questo ordine del giorno, anzi dico no”, lodando il senso delle parole di Salvini e Fontana. Per Valeria Bombino (Noi Buccinasco) “le parole di Salvini hanno invece un senso anche a Buccinasco, perché parliamo di esseri umani. Oggi tocca a loro, domani potrebbe toccare a noi. Dette così, le dichiarazioni del neo ministro alimentano rabbia nelle persone”.

Gli schiav(one) ai tempi dei romani

Alberto Schiavone ha dichiarato il proprio disaccordo con il contenuto dell'odg, anche perché “quando la maggior parte di queste persone sono morte non era in carica l'attuale governo. Non è possibile accoglierli tutti, la Ue si deve muovere”. Il rappresentante del M5s è andato addirittura a rispolverare la storia degli schiavi ai tempi dei Romani e delle cause che hanno portato alla caduta dell'Impero. Insieme a Manuel Imberti, Schiavone ha presentato un emendamento all'odg, letto dal consigliere della Lega con passaggi sul relativismo nella società, alcuni mugugni del pubblico presente e dai banchi dell'opposizione e la minaccia del presidente Martina Villa di sgomberare l'aula e sospendere la seduta.

Il Vangelo dell'assessore e prove di alleanza Lega-M5s

Insomma, un teatro della politica. Se Simone Mercuri ha gettato benzina sul fuoco (“le polemiche ci smarcano, noi siamo diversi da voi; quando Salvini era europarlamentare è stato inesistente pur pagato dai contribuenti”) e ha chiuso il suo discorso con l'urlo: “Vergogna!” indirizzato a Schiavone che aveva lasciato temporaneamente l'aula. Ll'assessore Arboit ha speso i sei minuti a disposizione partendo dal giuramento di Salvini sul Vangelo ad inizio della campagna elettorale. Quel Vangelo in cui, capitolo 25 di Matteo, è scritto: “Ero straniero e mi avete accolto”. Proseguendo: “Qualcuno dei suoi lo ricordi a Salvini”. L'emendamento Lega-M5S è stato bocciato con l'astensione di Romanelli, l'ordine del giorno sui diritti umani è passato con 11 sì, 3 no e 1 astensione.

Gli altri punti approvati

Prima della movimentata discussione, il consesso ha approvato la proroga alla validità del Piano del territorio (Pgt), lo schema di convenzione Ats ai Piani di zona per i servizi sociali e il proprio Piano di zona fino al 2020. 

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1 commento

  • Link al commento Giuseppe Martedì, 19 Giugno 2018 09:31 inviato da Giuseppe

    I diritti umani non sono funzionali al gruppo politico maggioritario, sono elementi che ostacolano l'obiettivo di consolidare il potere polarizzando l'attenzione su minoranze alle quali attribuire tutti i guai della nazione. Una strategia che ha sempre funzionato bene (la storia è maestra) per favorire il passaggio dal consenso democratico a un regime autoritario

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