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Lunedì, 26 Febbraio 2018 22:21
La sentenza

La Corte di Appello modifica la sentenza contro l’ex sindaco Cereda In evidenza

I giudici hanno dichiarato il “non luogo a procedere” nei confronti di Mario Pecchia, perché i reati di cui era imputato, dopo la sua morte si sono estinti, mentre nei confronti gli altri imputati nel processo per la discarica abusiva di Buccinasco Più, hanno certificato la loro prescrizione

Nella foto, il quartiere Buccinasco Più al centro dele indagini della magistratura Nella foto, il quartiere Buccinasco Più al centro dele indagini della magistratura

La quinta sezione della Corte di Appello del tribunale di Milano con un provvedimento dello scorso 22 febbraio, ha riformato la sentenza con la quale Mario Pecchia, il figlio Adriano, Renato Pintus e l’ex sindaco di Buccinasco, Loris Cereda erano stati condannati, nel dicembre del 2014, rispettivamente a un anno e sei mesi i primi due, quattro e otto mesi di reclusione gli altri due in merito al processo per la creazione della discarica abusiva su cui è poi sorto il quartiere Buccinasco più.

Non luogo a procedere

I giudici hanno dichiarato il “non luogo a procedere” nei confronti di Mario Pecchia, perché i reati di cui era imputato, dopo la sua morte si sono estinti. Non solo. Con il  provvedimento hanno poi deliberato il “non doversi procedere” anche nei confronti di Adriano Pecchia, Renato Pintus e Loris Cereda perché i reati “a loro ascritti” sono da considerarsi caduti in prescrizione. A meno di un ricorso in Cassazione dell’accusa o del Comune di Buccinasco costituitosi parte civile, la sentenza della Corte di Appello scrive la parola fine sulle vicende penali che hanno caratterizzato la stagione politica locale sino al 2012. Stagione che ruota attorno alla scoperta di una discarica abusiva su cui sorge Buccinasco più.

La più grossa speculazione edilizia

Quella che da più parti viene considerata la più grossa speculazione edilizia realizzata a Buccinasco prende avvio sotto la giunta Lanati a guida centrodestra e viene definitivamente approvata con delibera di Consiglio Comunale n. 16 dell’11 maggio 2004 con giunta di centrosinistra. Il caso esplode qualche anno dopo con una giunta ancora di centrodestra a guida Loris Cereda, il sindaco che amava le Ferrari e le Bentley come Morandi amava i Beatles e i Rolling Stones.

Affari con la 'ndrangheta

Una speculazione sulla quale, secondo il tribunale, ha fatto affari anche la ‘ndrangheta, che in città non è mai mancata. Il capo d’imputazione che pesava su Cereda, Pintus e i Pecchia era l’accusa avanzata dal pm Pirotta “di aver realizzato e gestito illecitamente e senza autorizzazione una discarica di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi”. I lavori per lo sbancamento della zona erano stati affidati a una società che poi li aveva subappaltati alla Edil Company di Rosario Barbaro, che si occupava di movimentazione terra. Invece di essere riempita di terra fertile, l’area era stata colmata di materiali inerti da riporto che sarebbero dovuti essere smaltiti altrove.

Una potenza

I Pecchia a Buccinasco erano una vera e propria potenza, non solo economica. Erano i rappresentanti legali della Finman che possedeva i diritti per la realizzazione di Buccinasco Più. La loro era una famiglia di costruttori. A partire da Mario Pecchia, 71 anni, origini calabresi, e i due figli, Giuseppe e Adriano. Di loro aveva parlato anche uno dei grandi pentiti della ‘ndrangheta milanese: Saverio Morabito. 

Non si muove zolla che Papalia non voglia

“A Buccinasco – aveva raccontato  Morabito - i Papalia si appoggiavano a Pecchia, che è stato assessore o consigliere per circa vent’anni. È grazie a quei rapporti poco trasparenti che la ‘ndrangheta aveva messo le mani sui lavori per lo sbancamento  per l’insediamento del quartiere? Trent’anni fa si diceva che “a Buccinasco non si muove zolla che Papalia non voglia”. Peccato che sotto le zolle nascondesse rifiuti a volte pericolosi a volte no.

Chi paga la bonifica

Con la morte di Mario Specchia e la prescrizione dei reati  ascritti al figlio, a Pintus e all’ex sindaco Loris Cereda forse si chiude l’aspetto penale della vicenda. La discarica abusiva, però, è ancora sotto le case di Buccinasco Più e per la bonifica servono, secondo le stime, almeno una ventina di milioni di euro.

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